TRENTODOC DOSAGGIO ZERO

DALLA A (di Anesi) ALLA ZETA (di Ziliani)

Come intitolarlo un post i cui protagonisti sono Anesi e Ziliani?

Sabato mattina, Palazzo Roccabruna, ore 9.30. C’è il dott. Franco Ziliani, grossissimo personaggio del vino italiano e della comunicazione su internet. Tiene due siti, di cui uno tematico su … cosa? (non dite spumante che s’incazza, ma gira e rigira è quello).

Insomma un’autorità, insieme a Roberto Anesi, (dott. anche lui) altra autorità nel settore. Presentano sei Trentodoc non dosati.

Premessa: questa degustazione è una vittoria per il Trentino. Degustati uno dopo l’altro, si apprezzano le differenze, il primo e l’ultimo mi sono sembrati più acidi, più appuntiti; i tre centrali abbastanza simili e più morbidi ed avvolgenti, il Letrari è stato l’unico che è sembrato sotto lo standard.

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VOTO POSITIVO

BOLLICINE SU TRENTO

Oggi sono stato alla manifestazione di apertura delle Bollicine su Trento. Diciamo che questo post, per semplificare, è dedicato ai Trentini, non sto a mettere link o indicazioni di chi ha parlato.

Hanno preso la parola Manfrini, Dalpez, Fronza e Leveghi. Per fortuna, forse memori dello strepitoso detto trentino “prediche corte e luganeghe longhe” hanno fatto interventi brevi ed intensi. Abbastanza intensi.

Manfrini ha parlato di campagne alla radio, di consorzio dei vini e strade del vino che hanno collaborato, una realtà che si consolida. Un buon discorso introduttivo, semplice ed adatto a far aggrappare gli altri a qualcosa da dire.

Dalpez ha parlato di qualche numero, adesso i produttori sono più di 40. Dice che dobbiamo valorizzare questo prodotto nel nostro territorio. Non va bene che si va in un bar e si sente ordinare/offrire un “prosecchino”. Guarda un po’, è una convergenza inaspettata. Tuttavia è un bene, è una cosa giusta ed è giusto che anche le autorità se ne siano rese conto. Poi attraverso il Trentodoc si vogliono veicolare i valori della montagna e dei valori classici con cui i Trentini si vedono o (scusate il bisticcio ma lo dico io) o quantomeno come pensano che i non trentini vedano i trentini. Il rapporto fra il metodo classico è da valorizzare al massimo.

Fronza con qualche accentuazione poetica parla della fatica della produzione, dell’impegno, della conoscenza e del … talento (la parola mi è sembrata utilizzata nel senso del sostantivo e non del naufragato nome collettivo dello spumante), fatica ed impegno che però portano ad un traguardo di consapevolezza di aver creato un prodotto di pregio e valore. Da ricordare chi ha creduto, chi ha studiato e fatto disciplinari, insomma tanta roba. Quattro nuovi produttori, Zeni, Zanotelli, Cembra e Trento. Un passaggio finale su cui mi sono distratto, forse. Mi sembra di aver capito che non dobbiamo star li a guardare troppo in giro, ai prodotti concorrenziali che vengono da fuori, ma volerci bene da noi stessi e apprezzarci così con il nostro prodotto che è buono e dobbiamo crederci.

Per Leveghi il Trentodoc è ambasciatore del territorio. E’ metodo, è regola ed è territorio. E’ il Trentino che deve essere consapevole del proprio valore. Un valore di cui anche gli esercenti debbono essere parte, e devono mettersi a far parte di questo valore compreso dunque il fatto che anche i baristi e i wine-bar dovrebbero vendere più Trentodoc che prosecco.

Che dire: ripeto, sembra che qualcuno possa dire “io l’avevo detto”, ma pensa te.

Poi siamo passati alla degustazione.

E qui è sorto un problema minore ma penso fisiologico: che per intanto il marketing ha imboccato la buona strada, quella di un marchio unico, il Trentodoc, da valorizzare in maniera unitaria ed abbastanza convinta, almeno secondo alte sfere istituzionali. Ma, debbo dirlo, sotto l’ombrellone unitario non sono tutti uguali: il primo Trentodoc che ho assaggiato era basso, piatto e sfibrato. Non dico la marca, non serve, e va anche detto che è un caso raro, di solito i Trentodoc sono buoni; ma non mi sono messo a fare quelle capriole (metaforiche) che invece mi ha fatto fare il St. Michael. L’ho trovato veramente ottimo, abbastanza magro e floreale, ma acido e tosto, fine e di grande carattere. Anche un amico lì con me era della stessa opinione. Meglio di come l’ha valutato Ziliani. Peccato che la mia opinione conti meno della sua, ma fra me e lui c’è la stessa differenza che fra un poema omerico (lui) e un epigramma (io) – qualcuno riconoscerà la citazione sicuramente un po’ impropria nel complesso.

In conclusione: a me non è dispiaciuta questa presentazione;  meglio di quella verbosa dell’anno scorso. Ed in fondo le idee espresse sono condivisibili, quantomeno quando non espresse con parole troppo alate. Meglio di quanto ci potesse aspettare. Il mio giudizio è positivo. Adesso dovranno inverare la teoria nella prassi (altra citazione per chi vuole divertirsi) e lì sarà il difficile.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.


LA GRANDEZZA DELLA MAISON FERRARI – RAVINA (TN)

SOTTO LA GUIDA DI RUBEN LARENTIS

Ho scritto su Trentino Wine Blog, come doveroso ringraziamento per avermi mandato a divertirmi alla seconda Giornata Nazionale della Cultura del Vino dell’Associazione Italiana Sommelier.

Per correttezza non scriverò nulla qui sull’Osservatorio, e se proprio qualcuno vuole vada sul Trentino WB

Qui però pubblicherò le foto, fatte di volo col mio telefonino. L’effetto è di uno sfocato completo, assolutamente diverso dalla chiarezza dei vini assaggiati, ma ahimè pericolosamente simile alla mia vista alla fine della degustazione.

Naturalmente a casa mi ha portato un amico sobrio. Ringrazio anche lui, insieme naturalmente a Cosimo Piovasco di Rondò che mi ci ha mandato.

Un saluto dal vostro PO


SECONDA GIORNATA NAZIONALE DELLA CULTURA DEL VINO

CON L’A.I.S. A ROVERETO IL 26 MAGGIO 2012

Su Trentino Wine Blog troverete tutte le informazioni ed un breve commento della manifestazione che l’AIS (Associazione Italiana Sommelier) metterà in scena sabato prossimo a Rovereto.

All’interno di questa manifestazione vi è un piatto ricco: la Degustazione dei millesimati Ferrari non dosati.

La tipologia degli spumanti non dosati merita un piccolo approfondimento.

L’ultima operazione nella lavorazione dello spumante è l’aggiunta della liqueur d’expedition o liqueur de dosage. Si dice d’expedition perchè è proprio l’ultima cosa prima di spedire lo spumante al consumo. In effetti al momento della sboccatura dello spumante una piccola quantità di liquido va perduta. Viene perciò aggiunto un pochino di una miscela costituita da zucchero di canna, vino vecchio e, qualche volta, piccole quantità di brandy. Questa piccola aggiunta di liquidi estranei conferisce allo spumante un gusto ed un timbro particolare, specifico della casa produttrice, e determina anche la nomenclatura dello spumante stesso (extra brut, brut, extra dry, dry o sec, demi-sec o dolce-doux).

Tuttavia è anche possibile che la quantità di spumante perduta nella sboccatura sia ricolmata con spumante dello stesso tipo, cosicchè avremo un prodotto estremamente secco ed acidulo in quanto sostanzialmente la fermentazione ha consumato tutti gli zuccheri presenti e null’altro viene aggiunto.

(per questa spiegazione mi sono rifatto al testo “Spumante Trentino – Storie di Uomini, Cantine, Talento” – di Andrea Andreotti)

Questa è una tipologia di spumante che sta incontrando sempre più consenso.

Ma veniamo a noi. Alla degustazione dell ‘AIS non è stato invitato nessun giornalista né nessuna testata giornalistica locale, ad eccezione di Trentino Wine Blog. Tuttavia, come tutti sanno, il TWB per scelta è un blog dove gli autori preferiscono agire senza aver palesato la propria identità.

Quindi si poneva un problema, perchè naturalmente la partecipazione di uno degli autori avrebbe posto fine all’incanto della loro velatura. E quindi essi mi hanno contattato per mail, io infatti non li conosco personalmente, e mi hanno chiesto se fossi interessato a partecipare in loro rappresentanza e di scrivere poi una breve relazioncina da pubblicare su TWB.

Debbo dire che è stato un piacere -visto quello che mi aspetta ad assaggiare spumanti Ferrari così pregiati- ma anche un onore per essere stato prescelto da gente così in gamba.

Perchè, bisognerà pur dirlo, il Trentino Wine Blog è la vera novità significativa nel mondo del vino. E’ diretto e tagliente, affronta questo specifico ambito della realtà trentina con un piglio ed un’acutezza che è poco frequente nella cosiddetta stampa libera. Perchè, naturalmente, tutti coloro che operano professionalmente o come munus nel campo del vino, hanno un interesse che intendono difendere, e chi è più debole o si sente tale tende a rispettare e compiacere il più forte.

Trentino Wine Blog invece, pur rispettando tutti, non compiace e non fa sconti a nessuno e questo nel nostro Trentino sempre un po’ paludato non fa altro che bene.

Posso dire queste cose in maniera liberissima: io non ho mai scritto finora su Trentino Wine Blog, anche perchè non avrebbe senso: la mia scelta è diversa dalla loro, io non appartengo a questo mondo del vino, salvo che come Osservatore esterno e semplice consumatore (da qui il nome di questo Blog). Inoltre ho disposto la linea dell’Osservatorio come un luogo di incontro pacato ed aperto dove si possono esprimere opinioni in tranquillità ma mostrando la propria identità, e senza lo spirito di battaglia che -peraltro- tanto mi piace sul TWB.

La loro scelta diversa però è preziosa per il Trentino e per il vino Trentino. Sono contento che l’AIS incominci a riconoscerlo. Sono contento anche perchè, umanamente, so quanto è faticoso tenere un blog, e quindi vedere qualche riconoscimento farà sicuramente piacere ai cari Cosimi del Trentino Wine Blog.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.


INTORNO A ZANONI PRESIDENTE TRENTODOC

IL PUNTO DI VISTA DEL CONSUMATORE CONSAPEVOLE E IMPARZIALE

In questi giorni di elezioni, ormai avvenute, del presidente del Trentodoc, se ne sono sentite di ogni.

Per un riepilogo cercate sul sito di Trentino Wine Blog e in particolare qui su quello di Franco Ziliani, ed anche qui.

Fra i tanti discorsi che ho sentito, vi sono due aspetti sui quali vorrei soffermarmi:

1) il significato della scelta dei “piccoli produttori” di eleggere una personalità proveniente dalle coop

2) la qualità del vino e la necessità di cambiare il disciplinare

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BOLLICINE SU TRENTO

FRA POLEMICHE E LUCI

TRENTODOC 2011

Che parlano delle bollicine su Trento trovate tantissimi siti:

Qui quello istituzionale, qui quello diversamente-istituzionale e qui quello paludato ed autorevole. E chissà quanti altri ce ne saranno.

Quindi non ho molto da aggiungere, se non il fatto che probabilmente di fronte ad una bella manifestazione, e dirò in seguito i motivi della mia opinione, ci facciamo del male con le parole.

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