LA STRANA COPPIA

MA ANCHE NO

Trentodoc vs grassi 1Le bottiglie che si vedono nelle due foto di questo post -in versione erbacea e minerale 🙂 , messe in ordine di apparizione sulla nostra tavola, hanno sostenuto l’azzardo dell’abbinamento crauti-luganeghe-puntine-lardo (ecc., insomma, grassi) / Trentodoc.

Siccome quelli che lo producono questo spumante dicono che si usare a tuttopasto e va bene per accompagnare tutto, noi abbiamo provato la strada più ambiziosa.

Il giudizio questa volta sarà sinteticissimo: l’accoppiamento funziona, ma anche no. Funziona perchè indubbiamente l’acidità del Trentodoc si lega (chi più chi meno, come è naturale) sia all’acidità dei crauti, sia fa da contraltare e pulisce la bocca dai grassi della carne. Non funziona perchè in qualche caso più che di accompagnamento o abbinamento si può parlare di giustapposizione.

Sandro Sangiorgi ha scritto un libro intitolato “Il matrimonio tra cibo e vino” : ecco in questo caso a mio parere il matrimonio non ha funzionato.

Ma una gran bella amicizia fra questo piatto così grasso, e questo vino così acido, ha funzionato alla perfezione.Trentodoc vs grassi 3

Personalmente nella categoria dell’ipotetico concorso io eleggo a miglior Trentodoc il Maso Nero della Cantina Zeni di Grumo San Michele, senza nulla togliere agli altri.

Nella categoria dei fuori concorso, ovviamente, e quindi anche “vincitore” assoluto della mia personale valutazione, non può che stare sua maestà il Giulio Ferrari, assolutamente indimenticabile.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

PS: da applausi la cena, come del resto il fatto che questo è anche il 100.mo post del nuovo corso.


PINOT NERO DELLA VITA (MA ANCHE NO)

L’INIZIO DI UNA LUNGA SERIE

Tutela dei vini TrentiniL’ironia della sorte, o meglio delle circostanze e della storia sociale ed economica, ha voluto che il Trentino, una terra vocatissima (o quantomeno sufficientemente vocata) a sentire gli esperti, per la produzione del pinot nero, sia invece divenuta nel bene o nel male la terra del pinot grigio.

Intendiamoci, il problema non è che sia la terra del pinot grigio, ma il fatto che sia diventato una delle tantissime terre dove si fa il pinot grigio. Ma questo terreno è stato abbondantemente, o anche sovrabbontantemente arato e non c’è altro da dire. O meglio, se avete altro da dire vedete qui.

Però se il pinot grigio è un vino pronta presa che viene più o meno buono dovunque lo pianti al contrario il pinot nero è un vino difficile sia in vigna che in cantina, mutevole, capriccioso e baro. Purtroppo, come ho già spiegato (nella prima parte di questo post), l’Italia non tutela le zone di produzione ed il pinot nero può essere coltivato ovunque come si vede ad esempio qui.

La descrizione della versione trentina che ne fa il libro “La tutela dei vini Trentini” a pag. 39 della pubblicazione a cura del Consorzio Tutela dei vini del Trentino – Provincia Autonoma di Trento e Istituto Agrario S. Michele all’Adige, è quella di un vino coltivato in quantità modesta nel territorio della provincia (15.000 q.li dice il libro, che è del 2004), ma che comunque fa parte del patrimonio provinciale. Cito testualmente dalla scheda di presentazione: “Risulta un vino difficile ma quando tutti i parametri vinicolo-enologici collimano si giunge a risultati di altissima soddisfazione, anche economica”. Poi prosegue “I vini ottenuti dal pinot nero sono di colore rosso granato, presentano un profumo gradevole, delicato, complesso, un sapore secco con un piacevole retrogusto amarognolo. Grande e difficile vitigno che può dare altrettante grandi soddisfazioni.”

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TECNOLOGICAMENTE

LA PAROLA TABU’

Da tempo mi gira in testa questo pensiero, fino a quando ad un interessante convegno sul cibo e sulla sicurezza alimentare, un relatore mi ha dato la risposta.

Diceva il relatore, parlando in realtà del cibo in generale, che nella produzione alimentare italiana occorre trovare il modo di conciliare i “mitici” sapori dei piatti della tradizione con le esigenze di sicurezza richieste da molti paesi, sia del Nord dell’Europa che dagli Stati Uniti che da altri paesi importatori.

Perchè è chiaro che i piatti “della nonna”, riassumibili nella frase: l’ho fatto io ed è buonissimo, collidono evidentemente con le esigenze di un mercato moderno che vuole non dico esportare, ma anche solo trasportare. D’altro canto i piatti industriali supersicuri tradizionalmente sono quelli senza sapori caratteristici: ad esempio il cibo in scatola, che sarà anche sicurissimo ma quanto a sapori…

E il medium fra questi due elementi apparentemente inconciliabili, continuava il relatore, è costituito Leggi il seguito di questo post »


VITIGNI COME DESCRITTORI

SUL PINOT GRIGIO COME AMBASCIATORE DEL TERRITORIO

Roverè-2012-3Cosimo Piovasco di Rondò ha rilanciato con un suo fortunato post  l’argomento di cui in visita “pastorale Fibess” (eravamo in tre) abbiamo chiacchierato con i responsabili della Cantina Sociale di Roverè della Luna, e cioè sul significato della coltivazione del pinot grigio  in quel territorio, e sul fatto che loro lo considerino il loro vino.

In particolare Trentino Wine Blog, che è e resta il maggiore e più vivace blog del vino trentino, sostiene che si è avverata la bufala secondo cui il pinot grigio sarebbe l’icona del territorio della Rotaliana; mentre invece, siccome è un vitigno ubiquitario, del territorio in generale, e di quello roveraitero in particolare,  non significherebbe niente. Le parole sono queste : “Come un’icona concettuale indiscutibile a cui affidare la rappresentazione sintetica di un territorio. Uno dei tanti, e nemmeno il più significativo, fra le migliaia di territori che nel mondo affidano le proprie fortune economiche al Pinot Grigio, dalla Val d’Adige veronese alla California.”

Un esempio di parlar chiaro, non c’è che dire.

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FUORI BUDGET

OGNI VINO LA SUA OCCASIONE

Vini d'occasioneQuesto post mi viene da una sollecitazione del silenzioso co-autore dell’Osservatorio, il Grande Logoteta.

Qualche ricetta chiede vino, tanto vino, per essere eseguita. Solo che per ragioni psicologiche non mi va di usare le belle medie bottiglie che tengo in cantina, per cucinare. Mi sembra uno spreco che non posso-voglio permettermi. Insomma, mi dispiace sacrificare per arrivare qualche centimetro sopra il livello della carne una bottiglia pagata, invento, 18 euro in una simpatica visita ad una cantina toscana. Oppure investire 15 euro di bianco per un bell’arrosto.

I libri di cucina, dove probabilmente le markette ci saranno anche lì, consigliano sempre di usare un buon vino, ed anzi, di più, sostengono che con un buon vino anche la pietanza cucinata ci guadagnerà.

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SKYWINE – ALA (Trentino) dal 12 al 14 aprile 2012

SKYWINE AND I

Come vi ho già accennato, c’è una cosa da fare del 12 al 14 ottobre prossimi ad (Ala) Trentino.

Viene organizzata una manifestazione (un evento direbbero i pierre) che ha come centro una mostra mercato con 35 vignaioli trentini ed un convegno con un gran numero di relatori che tratteranno molti argomenti.

Il programma è lungo e dopo lo riporto in calce, ma chi vuole vederlo dal vivo può anche andare al link di Skywine .

Alcuni fra i relatori, non tutti li conosco, sono molto famosi specialmente sul web, e mi riferisco – a Lizzy Vino Pigro, a Franco Ziliani Vino al Vino, Armin Kobler, Angelo Peretti Internet Gourmet, Mario Pojer, ma è un’ingiustizia nominarne solo alcuni, molti altri ce ne sono che meriterebbero, insomma gran bei nomi, vedeteli qui. C’è anche, se non ho capito male, un ambasciatore della simpatica Osteria del Passamontagna.

Voglio metterci un po’ di pepe: se bene guardate manca proprio solo una persona, ma il Primo Oratore sostiene che non ha voglia di nominarla in questo momento …

Ma insieme a tutti questi vasi di ferro, c’è anche un vaso di coccio, il qui presente vostro affezionatissimo.

Mi hanno messo nel panel finale (meglio, così quando tutti saranno stanchi ci sarà per me meno attenzione ….) che è questo:

14 ottobre 2012

Consumatori fra attese, suggestioni e consapevolezza
Come viene percepito il vino trentino dal consumatore finale?

Roberto Anesi – Sommelier, ristorate El Pael
Luca Bini – Sommelier, ristorante enoteca Casa del Vino della Vallagarina
Giorgio Cestari – Blogger Osservatorio del Vino
Stefano Ferroni – Gruppo Solidale d’Acquisto Non solo Pane, Gessate
Camilla Girardelli – Ristorante Maso Palù
Augusto Marasca – Consumatore Wine Lover

Vedremo, sto già pensando a cosa dire.

Ma, sinceramente e modestamente, venire per me vale ben poco la pena, ma per sentire quel po’po’ di gente che hanno messo insieme una capatina ad ala varrà sicuramente la pena.

Una breve nota culturale: Ala non è un paese gemello di Avio, unito dalla sorte di condividere perennemente un casello autostradale sulla A22.

E’ invece al contrario una spettacolare piccola città del basso Trentino, passata alla storia come Città di Velluto, con il suo minuscolo centro storico dai ricordi barocchi che incanterà chi non c’è (ancora) mai stato.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

Ecco qui di seguito il programma

QUADERNI DI VITICULTURA:
QUATTRO APPUNTAMENTI PER RIFLETTERE, BERE, E CAPIRE IL VINO DEL TRENTINO

Venerdì 12 ottobre ore 16, Osteria Vecchio Carnera (Ala, piazzetta di Villalta)-

SKYpeWINE
SKYpeWine, videodegustazione in collegamento skype fra l’Osteria Vecchio Carnera di Ala e il ristorante salentino Le Macare di Alezio (LE). Degustazione in video conferenza, ad Ala di prodotti enogastronomici del Salento e ad Alezio di prodotti enogastronomici del Trentino. [continua…]

Venerdì 12 ottobre ore 18,30 Osteria Vecchio Carnera (Ala, piazzetta di Villalta)-

VERTICALE SAN LEONARDO 1995 – 2006
degustazione riservata a 8 partecipanti paganti (EURO 35,00). La partecipazione sarà però offerta gratuitamente da Skywine ai cinque concorrenti del nostro contest che risponderanno per primi alle seguenti due domande [continua…]

Sabato 13 ottobre ore 18, Palazzo Azzolini – diretta streaming su skywine.it

Il TRENTINO NASCOSTO

Riflessioni su vino e territorio attraverso l’esperienza delle aree marginali.

Interverranno Franco De Battaglia, giornalista, Angelo Rossi, segretario di C.V.T: dal 1974 al 1999,  Giampiero Girardi, proposta vini.

Appuntamento a cura di IMPERIAL WINES

Domenica 14 ottobre ore 10 – 18, Palazzo Azzolini – diretta streaming su skywine.it
Domenica 14 ottobre ore 10 – 18, Palazzo Azzolini – diretta streaming su skywine.it

IL FORUM DEL VINO TRENTINO
Ogni intervento avrà la durata massima di 5/7 minuti – il materiale audio e video tratto dall’intera giornata, oltre ad essere trasmesso in tempo reale su skywine.it, sarà liberamente consultabile in rete.

ORE 10 – 11

Trentino: uno, nessuno, centomila
Un solo Trentino o territori disomogenei? Dalle Dolomiti alla Terra dei Forti: il lago, la montagna e il fondovalle.
Mitologia imperiale e mitologia della Serenissima: la ricerca di una sintesi per una terra di confine


Andrea Aldrighetti
 – Sommelier e blogger
Patrizia Belli – Giornalista e scrittrice
Geremia Gios – Docente universitario – Università di Trento
Tommaso Iori – Imperial Wines
Ferdinando Tonon – Segretario del Comitato Vitivinicolo del Trentino dal 1950 al 1974

ORE 11 – 12

Trentino, paesaggio di montagna?
Ci si può affidare, anche per il vino, alla suggestione e all’icona delle Alpi? Vino di Montagna, un espediente di marketing e una percezione lato consumatore o un descrittore del rapporto fra uomo e territorio?

Umberto Benetti – Confraternita della Vite e del Vino di Trento
Gianni Gasperi – Enologo
Mauro Gilmozzi – Assessore all’Urbanistica della Provincia Autonoma di Trento
Federico Giuliani – Ordine dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali della Provincia di Trento
Walter Forrer – Architetto – Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina
Walter Nicoletti – Giornalista

ORE 12 – 13

La produzione: vino descrittore o prodotto merce?
il vino ambasciatore della relazione uomo-territorio o solo merce prodotta in funzione della richiesta del mercato globale?

Mauro Baldessari – Direttore Vivallis Viticoltori in Vallagarina
Paolo Castelletti – Segretario Generale Unione Italiana Vini
Luca Paolazzi – Imperial Wines
Enrico Paternoster – Enologo
Mario Pojer – Produttore Pojer e Sandri
Enrico Zanoni – Direttore Generale Cavit

ORE 13 – 14

Quelli che resistono
Dal Veneto all’Alto Adige, dal Trentino all’Ungheria, alcuni casi simbolo che raccontano come si può resistere alle tentazioni della globalizzazione mercantilistica

Daniele Carli – Imperial Wines: il caso degli Autentisté
Peter Dipoli – Produttore Alto Adige no Facebook no Twitter
Angelo Peretti – Giornalista e Direttore Consorzio Bardolino
Tiziano Tomasi – Produttore La Cadalora e Ricercatore Fem
Rita Zanoni – Produttore e Strada del Vino e dei Prodotti Tipici Terradeiforti

ORE 14 – 15

La magia e la finzione delle parole: vino sostenibile, biologico, biodinamico, vino autentico e vino naturale
Certificarsi: cosa c’è dietro questa parola? Una metodologia produttiva, una visione territoriale e di ambiente o parole come ultimo strumento di marketing ?

Enzo Mescalchin – Tecnologo Fem
Francesca Negri – Giornalista e wine blogger
Elisabetta Tosi – Giornalista e wine blogger
Filippo Scienza – Produttore Vallarom
Marco Zani – Castel Noarna

ORE 15 – 16

Politiche agricole: protagonismo o subalternità?
Si può immaginare oggi una politica agricola autonoma e territoriale?

Nicola Balter – Presidente dei Vignaioli del Trentino
Claudio Gambarotto – Wine Export Consultant
Tiziano Mellarini – Assessore all’Agricoltura e al Turismo Provincia Autonoma di Trento
Adriano Orsi – Presidente di Cavit
Fabio Piccoli – Giornalista e Direttore di Istituto TRENTODOC
Angelo Rossi – Segretario del Comitato Vitivinicolo del Trentino dal 1974 al 1999

ORE 16 – 17

Comunicatori del vino: santi o stregoni?
Giornalismo,Uffici Stampa e New Media: La comunicazione fa bene al vino e al territorio?
Giornalisti e blogger si confrontano

Diego Decarli – Giornalista Ansa Trento
Fabrizio Franchi – Presidente Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige
Armin Kobler – Produttore e Wine Blogger
Paolo Manfrini – Giornalista e Direttore Generale di Trentino Marketing
Gianni Morgan Usai – Brand Ambassador di Trentino Wine Blog
Nereo Pederzolli – Giornalista Rai
Franco Ziliani – Giornalista e Wine Blogger

ORE 17 – 18

Consumatori fra attese, suggestioni e consapevolezza
Come viene percepito il vino trentino dal consumatore finale?

Roberto Anesi – Sommelier, ristorate El Pael
Luca Bini – Sommelier, ristorante enoteca Casa del Vino della Vallagarina
Giorgio Cestari – Blogger Osservatorio del Vino
Stefano Ferroni – Gruppo Solidale d’Acquisto Non solo Pane, Gessate
Camilla Girardelli – Ristorante Maso Palù
Augusto Marasca – Consumatore Wine Lover


EPPUR SI MUOVE

PER FORTUNA CHE L’AUTUNNO NON E’ L’ESTATE

Ecco finalmente inaspettati alcuni appuntamenti plausibili con al centro il vino.

Il primo è sabato prossimo, Isera Wine Day . Trovate il programma qui , mentre qui trovate la proposta del concorso (a premi). Poi cosa capiti esattamente ad Isera quel giorno sinceramente non è chiarissimo. Ci sono delle conferenze e poi un appuntamento che io non capisco cos’è. Magari così ci vado e vedo.

Il secondo è dal 12 al 14 ottobre , ad Ala (Trento) allo Sky Wine

.

E lì non potrò mancare visto che mi hanno gentilmente invitato come relatore, nel panel finale. Sto pensando a cosa potrò dire, chissà. In questo caso siete voi che dovrete venire se volete sentire … no naturalmente scehrzo. Per me magari non vale la pena, ma per il resto dei relatori e per la giornata in sè, sicuramente si.

Per intanto basti questo, nei prossimi giorni metterò qualche notizia in più in un post apposito tutto dedicato.

Finalmente, dicevo, che si sta muovendo qualcosa, stavolta principalmente da parte dei privati, e senza una partecipazione diretta, a quanto pare, delle istituzioni: non che sia un male che le istituzioni partecipino, tuttavia in questo caso mi pare meglio così. Insomma anche in Trentino (ho visto oggi sul giornale l’iniziativa dei Cembrani) i privati si stanno mettendo d’accordo per fare qualcosa.

Dopo la desolazione di questa estate, intendo dire dal punto di vista del consumatore, è grasso che cola, amici miei. Infatti, eccettuata la meritoria iniziativa di ferragosto da Pojer e Sandri, dopo le iniziative della tarda primavera non c’è stato proprio nessun posto dove andare. Ho dovuto organizzarmi io una specie di festa privata ma questa è un’altra cosa.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.