GLI SPAZI VUOTI SI RIEMPIONO

NOTE A MARGINE DEL PINOT GRIGIO

Trentino Wine Blog Più di 50 anni fa fu fondata la Confraternita della Vite e del Vino. Il blog d’informazione sul vino Trentino Wine Blog è aperto da circa un anno e mezzo.

Da quando sono stato intronizzato io come Confratello sono passati 4 anni e l’unica occasione in cui abbiamo parlato (?) del vino è stata l’elezione del nuovo Capitolo l’anno scorso.

Il mio Gran Maestro, che io rispetto molto, a quanto vedo ha indirizzato l’attività della Confraternita più verso un’associazione culturale-ricreativa (viaggi, culinaria, ecc.) che non anche su quello che io (umilmente) vorrei che fosse.

Naturalmente questa scelta non è affatto sbagliata, e del resto l’abbiamo eletto come Gran Maestro -io l’ho votato- ben sapendo quali erano le sue opinioni ed intenzioni.

Personalmente però io avrei pensato anche ad altre cose, oltre a quelle che sta facendo, ed in particolare avevo pensato alla Confraternita della Vite e del Vino come un campo neutro informale in cui tutti gli attori della filiera del vino (politici, direttori di cantine sociali, vignaioli, istituzioni, giornalisti perfino blogger) potessero scambiare opinioni senza pretendere conclusioni immediate, ma anche con il riconoscimento del peso che ciascuno ha e deve avere. Leggi il seguito di questo post »


PINOT GRIGIO ORALE

CHIACCHIERE AL MAS DE LA FAM

Mas de la FamMas de la Fam  con questo nome di ristorante che sembra un ossimoro perchè si mangia benissimo e la fam non ha nulla a che vedere a ben vedere, ospiterà venerdì prossimo alle 17.00  l’attesissima, quantomeno da me, chiacchierata sul Pinot Grigio “Tutte le sfumature del Pinot Grigio”.

Per chi non lo sa il Ristorante è in via Stella, 18, Ravina di Trento 0461-349114.

Parlare del pinot grigio è come parlare della storia dell’Unione Sovietica. C’è dentro di tutto ed alla fine è impossibile parlarne compiutamente perchè non si può fare la storia dettagliata di tutto. Perciò finisce che se ne parla per capitoli. E allora via con il pinot grigio come mancato evocativo di una zona, come mancato descrittore del territorio, ma anche come fonte continua e cospicua di guadagno, come uniformazione del gusto, come impedimento alle selezioni di qualità.

Il Mas de la Fam organizza il classico uovo di Colombo: un assaggio di Pinot Grigio in quanto vino.

Non è una cattiva idea e dopo tanto pinot grigio orale (se ne è parlato  qui, qui, qui, qui,  su questo Osservatorio del Vino, qui, qui il post dal pazzesco numero di commenti -363!!!!qui su Trentino Wine Blog; qui invece il comunicato istituzionale sui numeri del Pinot grigio ) ecco il pinot grigio effettivo, assaggiabile.

Ci vediamo lì? Ecco il programma

Ore 17.00: breve prolusione sul tema “Pinot Grigio, commodity o descrittore del territorio?, condotta da Augusto Marasca.
Ore 17.30: inizio delle conversazioni libere fra gli intervenuti, dialoghi in libertà fra i partecipanti con un bicchiere di Pinot Grigio fra le mani. 
Ore 18,30: degustazione cieca, condotta da Marco Larentis, di 6 Pinot Grigio provenienti dal Trentino e dal mondo. Alla fine si cercherà di capire quale fra le bottiglie assaggiate sia stata prodotta con Pinot Grigio del Trentino.
Ore 19,30: Piatto unico cucinato dallo Chef del Mas dela Fam
In collaborazione con l’Associazione Cuochi del Trentino
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Il costo per la partecipazione a dibattito, degustazione e cena con piatto unico è di 25 euro con prenotazione, 30 euro per tutti gli altri.
Per informazioni e prenotazioni:
info@masdelafam.it
0461-349114
www.masdelafam.it

Ecco il Comunicato Stampa.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.


VINIX GRASSROOTS MARKET

A TUTTO G.A.S. (CIRCA, DICIAMO)

Vinix Grassroots MarketSono stato, qualche tempo fa, più o meno agli inizi di questo Osservatorio, un frequentatore assiduo di Vinix. Era il periodo in cui io stesso non sapevo se avessi intenzione di tenere un blog tutto mio o se invece utilizzare la più potente e visibile piattaforma di Vinix.

Alla fine ho deciso, abbastanza inconsciamente cioè senza pormi troppo i problemi ma lasciando andare le cose come dovevano andare, un po’ distrattamente in sostanza, di puntare sul mio blog e di mettere in secondo piano la pubblicazione di articoli su Vinix. Delle volte sono pentito perchè è effettivamente una bella piattaforma, ben fatta sotto moltissimi punti di vista, e soprattutto compatta per cui la visibilità delle cose che si scrivono è più elevata, tutti hanno interesse monotematico al vino già in partenza. Mentre un blog come l’Osservatorio, solo soletto nel grande mare, ha sicuramente meno potenziale. L’unica differenza sta nelle mie sensazioni: l’Osservatorio del Vino lo percepisco come “mio”  mentre su Vinix mi sentivo e mi sento sempre come un -assolutamente benvoluto, e coccolato, per carità- ospite.

Tutta questa introduzione per dire che considero Vinix una piattaforma positiva ed accogliente, alla quale ho deciso di tenermi insieme vicino e lontano, ma per la quale non ho alcun sentimento negativo, bensì al contrario una gentile simpatia. Ogni tanto vado a vedere gli articoli che mi interessano, ogni tanto raramente ci scrivo ancora.

Io l’ho scoperto per caso sul Corriere della Sera, versione on line del 26 gennaio 2013 ed è per questo che vorrei indicare, a chi eventualmente ancora non lo sapesse, che hanno inventato un meccanismo di acquisto “solidale”, o meglio la possibilità di costituire, lanciandoli o aderendovi, dei gruppi di acquisto solidale per comperare vino, da 12 bottiglie in su. Si chiama Vinix Grassroots Market (VGM).

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IL VINO DEGLI ALTRI

VINI DA NERD

Vini comuniPer quanto mi sforzi, non riesco ad approfondire troppo i miei hobby. Nemmeno questo del vino. Perciò tendo a bere dei vini standard, dei vini che posso permettermi. E le soddisfazioni  così aumentano, nel senso che mi appaga desiderare ciò che posso ricevere (o accontentarmi di ciò che ho, se vogliamo dirla in un altro modo). Ma mi rendo anche conto, quando guardo gli altri blog, per esempio Intravino, di essere abbastanza uno sfigato. Esattamente come deve essere e probabilmente appare chi trova buoni vini di 10 €. Com’è possibile che io trovi pochissimi vini cattivi? L’articolo a cui faccio il link riporta un vino dal prezzo che di solito io non bevo il Savennieres Les Vieux Clos 2009 che su Amazon costa 39,95 € ed un altra bottiglia, il Terlano Rarità (già il nome…) visto su internet alla cifra ragguardevole di € 71,28. Accidenti che prezzi. Beati loro che se li possono permettere. Solo che sono evidentemente cose che non mi riguardano.

Ora, so bene che il mondo va così, e le persone si divertono a vedere e ad interessarsi a cose cui non potranno mai arrivare, tipo le automobili potenti, le vacanze esotiche con qualche attricetta, ecc. Con il vino è diverso perchè, volendo, una bottiglia di 70 € si può anche prendere, tuttavia non è una cosa proprio di tutti i giorni.

Per quanto riguarda me, ho annotato, dalla mia esperienza, che spesso mi trovo un amaro in bocca quando un vino pagato molto -diciamo da 30 € in su- mi dà le stesse soddisfazioni di uno che pago 10 € o meno. Difficile -ma non impossibile- trovare vini che mi soddisfano sotto i 5 – 6 Euro, per quanto, quando capita, godo di più che bere un vino carissimo. Ho evidentemente un palato pessimo.

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PINOT NERO DELLA VITA (MA ANCHE NO)

L’INIZIO DI UNA LUNGA SERIE

Tutela dei vini TrentiniL’ironia della sorte, o meglio delle circostanze e della storia sociale ed economica, ha voluto che il Trentino, una terra vocatissima (o quantomeno sufficientemente vocata) a sentire gli esperti, per la produzione del pinot nero, sia invece divenuta nel bene o nel male la terra del pinot grigio.

Intendiamoci, il problema non è che sia la terra del pinot grigio, ma il fatto che sia diventato una delle tantissime terre dove si fa il pinot grigio. Ma questo terreno è stato abbondantemente, o anche sovrabbontantemente arato e non c’è altro da dire. O meglio, se avete altro da dire vedete qui.

Però se il pinot grigio è un vino pronta presa che viene più o meno buono dovunque lo pianti al contrario il pinot nero è un vino difficile sia in vigna che in cantina, mutevole, capriccioso e baro. Purtroppo, come ho già spiegato (nella prima parte di questo post), l’Italia non tutela le zone di produzione ed il pinot nero può essere coltivato ovunque come si vede ad esempio qui.

La descrizione della versione trentina che ne fa il libro “La tutela dei vini Trentini” a pag. 39 della pubblicazione a cura del Consorzio Tutela dei vini del Trentino – Provincia Autonoma di Trento e Istituto Agrario S. Michele all’Adige, è quella di un vino coltivato in quantità modesta nel territorio della provincia (15.000 q.li dice il libro, che è del 2004), ma che comunque fa parte del patrimonio provinciale. Cito testualmente dalla scheda di presentazione: “Risulta un vino difficile ma quando tutti i parametri vinicolo-enologici collimano si giunge a risultati di altissima soddisfazione, anche economica”. Poi prosegue “I vini ottenuti dal pinot nero sono di colore rosso granato, presentano un profumo gradevole, delicato, complesso, un sapore secco con un piacevole retrogusto amarognolo. Grande e difficile vitigno che può dare altrettante grandi soddisfazioni.”

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KILOMETRI SCHIZOFRENICI

VREDE EN LUST

Vino Sudafricano avanti

Vino SudafricanoPoco dopo Natale, ma prima di capodanno, mi sono bevuto questo vino sudafricano Vrede en Lust Boet Erasmus 2009. Ad onore del vero è molto infrequente che io beva vini sudafricani, perché non ne girano moltissimi ed in generale bisogna proprio andare a cercarseli, visto che il Sudafrica è molto lontano: Roma dista 7.691 km da Johannesburg (questa la fontee quindi Trento ne dista più di 8.000 .

Insomma per prima cosa bisogna dare un titolo di merito alla rete commerciale sudafricana che è riuscita a piazzare una bottiglia qui in Trentino. E’ arrivata per vie traverse, come regalo natalizio, ma ciò non toglie che sia arrivata. Diciamo che è lo stesso sentimento che io provo quando mi dicono che si vendono bottiglie di pinot grigio in America: mi sembra in generale e senza andar troppo per il sottile una buona cosa per il Trentino.

Però poi mi pongo una domanda: è questo un modello produttivo e distributivo che può reggere? Perché, accanto al piccolo sorriso che fa il mio cuore quando sento che i Trentini esportano prodotti per 10.000 km , c’è anche un ineluttabile senso di spaesamento. Perché, diciamolo, mi affascina di più l’idea dei prodotti a kilometro zero.

Insomma con la matematica non sono mai stato un granchè.

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PINOT NERO IN CHIAROSCURO

PINOT NERO LONGARIVA VERTICALE 1999 – 2004 – 2011

Verticale Pinot Nero LongarivaPrima di parlare di questi vini di Longariva, una premessa culturale.

Il Pinot Nero in trentino, dal punto di vista dell’inquadramento normativo e culturale è dovuto a Claudio Ajelli, GM della Confraternita della Vite e del Vino di Trento  negli anni ’80. Partendo dalla considerazione che il Trentino sta sullo stesso parallelo di Digione in Francia, aveva condotto un serissimo studio che aveva aiutato tutti a cogliere gli altri parallelismi che potevano condurre il Trentino a produrre un Pinot Nero di qualità. La richiesta di DOC Trentino (anche) per il Pinot Nero rivolta all’allora Ministero dell’Agricoltura trovò negli studi di Ajelli un presupposto fondamentale. Purtroppo la tradizione italiana non portava -e non porta- alla difesa dei territori e quindi piano piano tutto il territorio nazionale diventò zona di coltura possibile del pinot nero, come del resto di tutti gli altri vitigni cd. “internazionali”, e la particolarità del Trentino andò perduta. E’ nota peraltro la predilezione, a quel tempo, da parte di Ajelli per i borgognoni francesi -come non capirlo, pur non avendo la sua statura-  e il prodotto italiano finiva di fatto nei misti rossi. Tuttavia come intravide Ajelli le qualità del vino pinot nero trentino -uve + territorio- se coltivate con testa e con mano felice dall’uomo trentino possono essere elevate fino a giungere nelle vicinanze degli inarrivabili francesi. [NDR Sono debitore di queste informazioni di Angelo Rossi, attuale componente del Capitolo dell Confraternita della Vite e del Vino di Trento, che ringrazio sinceramente).

Dunque questa degustazione nasce per caso, ed è a tutti gli effetti una serata Fibess, tenutasi al di fuori della sede specifica.

Uno dei cofondatori era detentore di una bottiglia di Pinot Nero Riserva DOC Longariva Zinzéle 1999, ben conservata in cantina da circa 5 anni. Ma prevedendo di essere in 6 commensali, fra cui un ospite di riguardo, abbiamo rimpolpato la dotazione. Sono andato alla Longariva a comperare un’altra annata di Zinzèle, ed ho acquistato il Pinot Nero Riserva IGT Longariva Zinzéle 2004 . Strano, dal 1999 al 2004 il titolare ha deciso di declassare il suo vino di punta da Trentino DOC a IGT delle Dolomiti: mistero.

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