ALMA FORTE – O DELLA FENICE

IL MISTERO SVELATO DEL 18.06.38

Alma ForteDunque il vino assaggiato è un misterioso Alma Forte  millesimato extra dry del 2011. Accostarsi al Prosecco, per un amante del Trentodoc, è sempre una sensazione strana. Secondo me il classico Trentino è un vino più serio, più austero: ma è un po’ come con le opere d’arte, per apprezzarle si deve studiare, o sapere qualcosa, avere un po’ di educazione al gusto, insomma, in una parola, bisogna fare un po’ di fatica.

Accostarsi al prosecco invece no: sarà meno complesso, ma è immensamente più facile. Il prosecco, secondo me, è uno dei vini, un po’ come il lambrusco, che tutti quelli che lo bevono non hanno soggezione a dire che è buono. E’ un vino beverino, semplice, piacevole, ne trovi a tutti i prezzi e va sempre giù che è un piacere anche grazie a quella sfumatura dolce che, a meno di non essere pesantemente stucchevole, porta con sè sempre una nota di allegria.

Ora, intendiamoci, io sono per il metodo classico ma non sono un asceta del vino, e quindi se compare del prosecco in tavola mi guardo bene dal rifiutarlo.

In questa occasione questa mia attitudine alla curiosità e al non tirarmi indietro mi ha portato fortuna. E’ infatti stata portata da un amico in tavola questa bottiglia di prosecco Alma Forte: il mio amico ha portato anche la brochure, da cui ho capito qualcosa. La radice da cui viene fuori questo produttore, la “zoca” (= ceppo) diremmo noi Trentini, è quella delle grandi famiglie che hanno dato origine ad una delle grandi cantine prosecchiste, la Mionetto. Mionetto è un marchio che io associo ad una produzione generalista di cui però non conosco la qualità. Questo Alma Forte invece ha un’etichetta accattivante e misteriosa,  per solito i numeri scritti sulle etichette hanno un significato anche di tipo giuridico (il millesimo, la gradazione alcolica, ecc) per cui ci si aspetta un certo formato. Invece la cifra che campeggia su questa etichetta non ha nulla a che fare con un significato giuridico, ed allora incuriosisce. La brochure viene in soccorso: è la data natale del produttore, Sergio Mionetto, discendente dal Francesco Mionetto capostipite della cantinoooona, ma che ha deciso di mettersi per conto suo e di fondare questa Alma Forte: eh, che spettacolo l’intraprendenza dei Veneti!!

La valutazione del vino è facile: il prosecco è facile di suo, è il suo segno distintivo. Anche in questo caso è andato giù bene sia come aperitivo leggero iniziale, sia proseguendo con qualche fetta di pane e qualche stuzzichino. Il naso abbastanza delicato floreale, all’aroma invece ho sentito sapori di mela e di pera, ma sostenuto da una buona sapidità; non manca un ricordo di miele. Di più è meglio non dire: la caratteristica di questo vino, e del prosecco in generale, nella mia visione del vino (stavo per dire “del mondo” ma tutto sommato sarebbe troppo) è un vino da goderselo, non da rifletterci troppo.

Io non sono solito dare voti al vino, alla fine ne ho assaggiati troppo pochi, e sono la cosa più lontana che ci sia da un professionista: anche stavolta non contravverrò alla mia abitudine, però è un vino buono, gradevole e beverino; niente voto dunque , ma diciamo che ha alzato -e non poco-  la media dei prosecchi che di solito mi è capitato di bere.

Per la precisione la scheda tecnica parla di Millesimato 18.06.38 Extra Dry Cuvee – Alma Forte Glera, Bianchetta, Perera e Verdiso, 11,0% gradi Vol., 17 g/l zucchero residuo. Se lo rivedo me lo prendo.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

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