IL TRENTINO ALL’IMPROVVISO

TAGLIO TEROLDEGO / LAGREIN – UN CASO UNICO

Sorni Rosso LaVisE’ comparsa a casa mia venuta da chissà dove una bottiglia di Sorni Rosso. Ne è stato usato un poco perfino per sfumare un pezzo di carne(!) delle volte non riesco a controllare tutto ciò che succede in cucina. Ma poi me lo sono bevuto, e leggendo l’etichetta mi ha colpito una sorpresa inaspettata: con tutti i difetti che volete trovare alla Cantina che lo produce, che è la LaVis (ma che a me è cara e lo spiegherò dopo) bene sotto la denominazione di rosso trentino ecco l’assemblaggio di lagrein e teroldego.

Direi che è l’assemblaggio trentino/territoriale per eccellenza. Da una breve ricerca su Google(R) mi sembra di poter dire che sia l’unico vino che mette insieme questi due vitigni. Perchè di Teroldego e Lagrein + merlot  ce ne sono tantissimi: evidentemente il merlot, nell’immaginario dei vignaioli trentini, dà quel tocco (ma di che, esattamente? di internazionale? di massa? di volgarità?) di cui evidentemente altrimenti si sentirebbe la mancanza .

Ma a quanto ho capito Lagrein + Teroldego c’è solo questo Sorni Rosso LaVis.

Sinceramente credo sia un po’ un vino da amatori. A me è piaciuto tanto, e non so perchè. Per un periodo il lagrein è stato il “mio” vino. Era all’inizio, quando soprattutto ritenevo importante avere un “mio” vino, mentre adesso li assaggio volentieri tutti e li considero tutti “miei vini” quelli che ho assaggiato. Ma il teroldego non è mai stato il “mio vino”. Non riesco mai a capirlo, e soprattutto c’è il problema che i “teroldeghi” più economici e correnti sono anche esemplari di scarso gradimento. E’ bensì vero che i casi in cui ho assaggiato teroldego di razza, mi sono dovuto ricredere. Eh si,  manca la nota “fredda” e di viola dei modelli-base, e viene fuori  un frutto veramente accattivante.

Questo taglio teroldego/lagrein merlot (grazie a chi mi ha segnalato la modifica da fare) è veramente una bella pensata. E’ piacevole e leggero. Ciò che sento io al naso sono soprattutto profumi floreali, con una emersione di fiori di viola, mentre alla bocca prevale la fragola in un amalgama vinoso e (poco o forse un po’ più di poco)  tannico.

Un vino che ha altre qualità caratteristiche. Viene da una cantina che mi è molto cara, visto che sotto la guida di Rosario Pilati, allora (ed anche adesso, penso) responsabile dell’enoteca, ho mosso i primi passi e frequentato i primi ed unici corsi di avvicinamento al vino. Mi è molto cara anche per la costanza con la quale continua a produrre vini di buona o ottima qualità a prezzi non eccessivi. Manca un po’ di appeal, e dispiace che alcune dinamiche, evidentemente lontane dal vino come prodotto, la stiano rovinando o l’abbiano rovinata.

Tuttavia ecco un vinello è buono, costa poco, e se ce ne uno che rappresenta il Trentino, dovrebbe proprio essere questo.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

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