GLI SPAZI VUOTI SI RIEMPIONO

NOTE A MARGINE DEL PINOT GRIGIO

Trentino Wine Blog Più di 50 anni fa fu fondata la Confraternita della Vite e del Vino. Il blog d’informazione sul vino Trentino Wine Blog è aperto da circa un anno e mezzo.

Da quando sono stato intronizzato io come Confratello sono passati 4 anni e l’unica occasione in cui abbiamo parlato (?) del vino è stata l’elezione del nuovo Capitolo l’anno scorso.

Il mio Gran Maestro, che io rispetto molto, a quanto vedo ha indirizzato l’attività della Confraternita più verso un’associazione culturale-ricreativa (viaggi, culinaria, ecc.) che non anche su quello che io (umilmente) vorrei che fosse.

Naturalmente questa scelta non è affatto sbagliata, e del resto l’abbiamo eletto come Gran Maestro -io l’ho votato- ben sapendo quali erano le sue opinioni ed intenzioni.

Personalmente però io avrei pensato anche ad altre cose, oltre a quelle che sta facendo, ed in particolare avevo pensato alla Confraternita della Vite e del Vino come un campo neutro informale in cui tutti gli attori della filiera del vino (politici, direttori di cantine sociali, vignaioli, istituzioni, giornalisti perfino blogger) potessero scambiare opinioni senza pretendere conclusioni immediate, ma anche con il riconoscimento del peso che ciascuno ha e deve avere.

Intendo dire che la vedrei, in questo momento difficile, come un luogo di istruttoria, elaborazione, scambio di pensieri e di idee che poi, nelle sedi giuste, potranno portare a scelte precise per la crescita di questo comparto, ed intendo crescita sia di qualità che economica. Siccome come Confraternita capisco che per qualcuno può essere difficile prendere posizione (perché bisogna dire di no a qualcuno, eh già . . .), almeno potremmo adoperarci per far parlare tutti.

Invece questo ruolo è stato assunto sorprendentemente da Trentino Wine Blog. Quel sito, con tutti i limiti che ha in relazione alla scelta dei suoi titolari di rimanere nascosti dietro il loro passamontagna, è stato scelto da molti per dire la propria idea, sfogarsi, esprimere opinioni anche aspre. E’ innegabile che abbia riempito uno spazio che evidentemente era rimasto vuoto.

Quel blog ha organizzato la scorsa settimana un convegno informale sul pinot grigio, che è esattamente come dire che ha organizzato un incontro sul Trentino vinicolo (qui e qui i resoconti). Non è stato proprio il blog ad organizzarlo, va detto per precisione che c’entra anche il ristorante Mas de la Fam, ma diciamo che la zampona del blog sembrava abbastanza evidente.

Bene, dato atto che mancava la politica, c’erano però direttori o autorevoli rappresentanti di almeno 4 cantine sociali (salvo errori, c’era Cavit e scusate se è poco, poi Roverè della Luna, Avio e un’altra che adesso mi sfugge ma potrebbe essere Aldeno?); titolari di cantine private (Pojer, Casimiro (Bernardino) Poli, Armani e sicuramente molti altri ma perdonate io non conosco tutti; per i tedeschi c’erano Kobler e Dipoli); pesi massimi del giornalismo e dell’opinione sul vino (Peretti, Ziliani); ed infine una gran bella firma del giornalismo di settore (Tiziano Bianchi); c’ero anch’io, nel mio piccolo. C’erano anche il Gran Maestro ed il Segretario della Confraternita della Vite e del Vino, Enzo Merz e Angelo Rossi.

Hanno fatto bene a venire, ed hanno anche preso la parola come ospiti, ma che bello sarebbe se proponessero loro direttamente incontri fecondativi informali fra interessati. L’incontro sul Pinot Grigio avrebbero potuto farlo loro. Perché è bene se queste cose vengono dal basso-e le collaborazioni sono auspicabilissime- ma la Confraternita, per il suo felice ruolo semi istituzionale così poco giudicante e per la sua storia di operosa serietà trentina, consentirebbe più di ciò che può fare il Trentino Wine Blog: perche, se posso dirlo con una terminologia impropria, il Karma di quel blog sembra la divisione, mentre quello della Confraternita sarebbe l’unità.

[Questo lavoro, tanto per parare una critica che potrebbe evidentemente comparire, non posso farlo io: non è il mio mestiere, e non ho le mani in pasta, sono qui per essere d’accordo e infatti all’incontro sul Pinot Grigio non ho preso la parola].

A questo proposito poi dovrei dire ancora una cosa: su un post della settimana scorsa del Trentino Wine Blog c’è un accenno sinistro alla riflessione sul cosa fare del blog stesso.

Ora io capisco che se il risultato generale che si voleva raggiungere era smuovere qualche cosa, il risultato non è stato raggiunto. Perché qui non si muove niente. Il deserto e la latitanza di molti attori pesanti e leggeri del vino si fa sentire ed è assordante: strano, visto che quel blog garantisce l’anonimato.

Evidentemente il blog non è fatto per smuovere qualcosa, ma semplicemente per consentire uno sfogatoio, uno spazio che altrimenti non ci sarebbe. Tuttavia, all’atto pratico, su argomenti importanti come il pinot grigio e cioè come il quasi 30 % della produzione vinicola trentina (fonte PalazzoRoccabruna), con tutto quello che si tira dietro, il Trentino Wine Blog ha fecondato una discussione importante e conclusa con gli agghiaccianti numeri che ha indicato Pojer. Io qui non li voglio citare, perché non ho preso appunti e non sono certo. Ma anche uscendo dalla sala, ed ero casualmente vicino a Mario Pojer, gli ho sentito dire altri dati che non fanno dormire sonni tranquilli nemmeno a me che con il vino non ho alcun interesse economico. Dati sul calo di valore dei terreni agricoli, sulla distruzione di valori prima presenti, insomma cose per le quali mi riservo di andare ad intervistarlo.

Mi piacerebbe però che anziché intervistarlo io, potessimo come Confraternita organizzare un convegno con una relazione introduttiva affidata proprio ai numeri ed al messaggio di Mario Pojer. Io sarei anche disposto a lavorarci.

Tornando al discorso, non so cosa può significare la sibillina frase buttata lì da Trentino Wine Blog, ma ho paura che la delusione e la sensazione di impotenza che prende quando si scrive un blog verso destinatari indifferenziati -sensazione che conosco benone- possa portare a pensieri nefasti come chiusure o sospensioni di attività, impedendo così di cogliere il ruolo “storico” che ha uno spazio di discussione in questo momento.

Speriamo.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

Annunci

One Comment on “GLI SPAZI VUOTI SI RIEMPIONO”

  1. Oh ma quanti bei complimenti e quanti bei ragionamenti! Sono, in parte, anche quelli che stiamo facendo noi Cosimi e con noi l’amico Massarello. Vedremo cosa ne uscirà, nel frattempo, come tu hai ben intuito, abbiamo ibernato (quasi) il blog…
    Grazie
    CpR