LA GRIGOLETTERIA

PERCHE’ MI PIACE ED UN CONSIGLIO

Grigoletti-Belli Come si può vedere dal post precedente, a forza di frequentare la Cantina di Grigoletti a Nomi, anche se personalmente dovrei dire a forza di andare a trovare Carmelo e la sua signora, siamo entrati in una corrente di simpatia: dire amicizia sarebbe bello ma sarebbe anche troppo, visto che poi alla fine non abbiamo il tempo per frequentarci con assiduità. Dico questo come avvertimento, nel senso che sto parlando quasi di un amico.

Bene, fatta la doverosa premessa, ciò che ho incontrato domenica alla festa che Grigoletti fa ogni anno insieme alla Salumeria Belli di Sopramonte è diventata una realtà di festa di paese. Rispetto all’anno scorso ho  faticato di più a parcheggiare, segno che sembra sia arrivata più gente . Ho incontrato tante persone, compreso il suocero di Carmelo a cui devo il conio del titolo di questo post (Grigoletteria appunto).

Ma sarebbe bene parlare del vino, visto che siamo qui per questo.

Prima solo una cosa: la festa di Grigoletti va sempre bene, con quella sua piacevole aria popolare; ma riesce bene anche grazie agli altri che partecipano, ai Belli della Salumeria di Sopramonte, dai quali vado sempre a prendere qualcosa, e poi, quest’anno, dal Panificio Moderno che non conoscevo ma fa un ottimo pane, dal caseificio Sociale di Sabbionara di Avio, che pure non conoscevo, e dall’Exquisita che fa un fantastico panettone con l’uvetta macerata nel San Martim.

Ho dunque assaggiato i vini offerti in degustazione, trovandoli come sempre: ben fatti e con una buonissima piacevolezza in bocca. Il vino buono, come ormai ho capito, è il vino che ti piace di più. Perchè, come ho già detto in tante occasioni, a seguire i consigli degli esperti si rischia di non imbroccare il vino che piace a noi, ma il vino che piace a loro.

Bene, questo vino di Grigoletti ha proprio tutto quello che mi piace. Non sto parlando solo di descrittori, che pure ci sono: quest’anno la palma d’oro degli assaggi la darei al Chardonnay l’Opera, che mi è sembrato proprio svettare sugli altri, sia per acidità, che per freschezza, si sente appena si avvicina a naso-bocca. Poi vengono fuori dei bei profumi floreali, a cui fa poi seguito mantenendo le aspettative qualche rilevato aroma di frutta. Con un bellissimo ed inaspettato lungo finale nocciolino.

Ma c’è di più: mi piace anche il prezzo, ho pagato le bottiglie acquistate sotto la soglia fatidica del 10€. Questo dato mi serve per dire che Grigoletti non sta cavalcando follemente il suo successo: sono anni che vende vini ad un prezzo ragionevole, che non vuol dire basso, ma vuol dire che negli anni continua ad essere un vino comperabile e bevibile. Perchè, almeno inconsciamente, quando una bottiglia la pago sopra i 15€, ed a maggior ragione quando la pago sopra i 30€, mi viene sempre l’istinto psicologico di non berla e di lasciarla lì per un’occasione, un amico speciale, o per regalo o qualcosa di simile. Invece le bottiglie dal prezzo onesto le bevo senza pensieri  e se ciava (= non importa) e quando le ho finite le ricompro. Buoni, anche se nel loro sia pur sempre alto standard, anche i due rossi, il merlot ed il gonzalier. Il merlot fa giustizia a questo vitigno: anche qualche produttore trentino lo sa fare bene, evidentemente, mentre il gonzalier è il consueto gigante. Una menzione particolare al Retiko, vino barricato, che fa sempre la sua figura: quest’anno però ci siamo divisi, ad alcuni dei miei compari è piaciuto di più il Retiko ad altri l’Opera. Probabilmente stiamo cambiando il gusto perchè finora il Retiko aveva sempre prevalso.

Una parola finale. Io raramente consiglio vini, perchè, ripeto, ciascuno ha i propri gusti. Però stavolta farei un’eccezione. Spiego: di solito, ormai per abitudine, tendo a non bere tutto il vino che voglio assaggiare, ma lo sputo, per non appesantirmi, perchè dopo guido eccetera eccetera.

Quando mi imbatto in certe specialità però il riflesso condizionato a sputare viene meno. Così è stato per il San Martim. E’ un vino dolce mieloso ed equilibrato, con una bella struttura ed una bella acidità. Ha un colore giallo carico quasi dorato che, ho provato, sta benissimo sulla tavola il giorno di Natale. Se avete dubbi o incertezze su un regalo da fare sia ad esperti che a inesperti di vino, io un pensierino ad una bottiglia di San Martim lo farei. Personalmente ne acquisto sempre qualche bottiglia da regalare, specialmente a donne (le mie colleghe) e debbo dire che il successo è sempre assicurato, al punto che ormai, dopo diversi anni . . . se lo aspettano!

E con questo consigli per gli acquisti, caso unico finora sull’Osservatorio, il consueto saluto dal vostro Primo Oratore.

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