E IO CI SONO ANDATO

SIMPATIA SUL CAMPO

Nei giorni scorsi ho colto l’invito che Bernardino Poli (Cantina Casimiro) mi aveva fatto alla mostra mercato primaverile della FIVI, e sono passato a trovarlo nella sua cantina. Diciamo che è stato un viaggio in un Trentino antico e minore, un Trentino vero. Bernardino Poli non si ricordava minimamente chi fossi, e questo è ben naturale dato che alla mostra avevamo scambiato solo due chiacchiere.

Gli ho detto che avevo scritto un post qui sull’Osservatorio dopo quella mostra, perchè mi aveva divertito ed interessato il suo punto di vista: ma lui, e la gentilissima signora che era presente, non ne avevano la minima idea. A dimostrazione del fatto che tendenzialmente i produttori non considerano ancora internet un volano per la loro attività. Chi volesse approfondire questo argomento può guardare il sito di Armin Kobler che ha parlato spesso di questi argomenti. Per soddisfare la loro curiosità siamo andati su internet, nel suo computer lì in cantina, a cercare il post e così l’hanno visto per la prima volta.

Però questo col vino ci sa fare.  Abbiamo assaggiato insieme la schiava. Diciamo che non è’ o meglio non era, il mio vino preferito, ma quello di questa cantina qui mi piace davvero molto. Il Bernardino mi ha detto che in inverno andrebbe bevuta ad una temperatura più alta rispetto che quella che mi ha servito lui: la teoria è che in estate va bevuta da frigo, come un bianco, perchè fuori è caldo, ma d’inverno si gusta di più se consumata intorno ai 13-15 gradi, una temperatura ambiente di un locale freddo: essendo freddo fuori se ne gustano di più le caratteristiche. Caratteristiche che sono quelle di un vino debole, dal bel colore ramato chiaretto, con una buona, anzi ottima acidità, e dei profumi floreali. E’ un vino che fa pochi gradi, e quindi si presta anche ad essere bevuto senza correre troppi rischi col ritiro patente. Ed è un vino che dà soddisfazione.

Il modo amichevole e sincero con cui  il produttore me l’ha offerto è stato veramente degno di rilievo: questo mi sembra un uomo vero, tranquillo; era anche un po’ sulle spine perchè stava imbottigliando un po’ di grappa e gli stavo interrompendo il lavoro. Ma è sembrato contento di avere lì me, mi ha trattato più come un ospite che come un potenziale cliente: sinceramente non capita spesso.

Alla fine ho voluto comperare una bottiglia di Schiava ed una di Nosiola. Me le voleva anche regalare, veramente gentilissimo, ma ho insistito per pagarle. Non so se sono stato scortese, ma mi sembrava ingiusto: gli ho fatto perdere tempo, ed in fondo vendere il vino è il suo lavoro. Insomma è stato veramente un divertimento.

Mi ha anche lasciato un pieghevole con le iniziative dei mercatini di Natale a Santa Massenza. Mi sa che, (mia) moglie permettendo, una capatina dal Casimiro la faccio di nuovo.

Ultima riflessione:

ieri sul giornale l’Adige è stato pubblicato un articolo che riguarda la vendemmia in Trentino, con il sorpasso del pinot grigio come vino maggiormente prodotto: supera anche lo chardonnay, il che non capisco cosa significa, nel senso che potrebbe anche darsi che si trovi più remunerativo l’ubiquitario ed internazionale pinot grigio rispetto alla principale base-spumante. Mistero (almeno per me). I dati completi li trovate anche sul Trentino Wine Blog.

Io invece ho assaggiato e comperato schiava e nosiola! Ha ha, alla faccia di quelli che invece fanno il pinot grigio, ho voluto comperare due vini che costituiscono rispettivamente il 2,93 % pari a 31.051 quintali (la schiava) e il 0,60 % del vino Trentino 2012 pari a 6.351 quintali (La nosiola).

Faccio evidentemente parte di una minoranza, ma mi sento molto furbo: sono due vini veramente buonissimi.

Mi sa però, con questi numeri, che gli ormai pochi produttori di schiava e di nosiola, probabilmente a questo punto destinata solo al mercato interno, dovrebbero fare un fronte comune un po’ come successo in Alto Adige, secondo almeno quanto dice Aristide.

Un saluto dal vostro Primo Oratore

Annunci