TESORINI NASCOSTI ALLA CANTINA DI ALDENO

PERCORSO NETTO

Consumatori fra attese, suggestioni e consapevolezza
Come viene percepito il vino trentino dal consumatore finale?

Questo sopra è il titolo (con relativo sottotitolo) dell’argomento su cui dovrò intervenire domenica prossima allo Skywine di Ala.

Per rinfrescarmi le idee sono passato alla Cantina Sociale di Aldeno. E’ una cantina vicina al mio ufficio e dove non passavo da anni. Ho trovato inaspettatamente tutte cose che mi aspettavo e insieme non mi aspettavo. Innanzitutto è un posto molto tranquillo e serio. Hanno due linee di vini, una di vini “base” ed una di vini “alti”.

I vini base sono vini assolutamente semplici e precisissimi. Per fare la prova del nove ho preso in assaggio un pinot grigio. E’ un vino che fanno tutti in Trentino, credo sia, nel bene e nel male, un caposaldo della produzione vinicola locale. Vado a memoria ma salvo errori dovrebbe aggirarsi intorno al 30 % della produzione vinicola del Trentino. E’ un vino onestissimo, vinificato in bianco e non in ramato. E’ un vino che mi aspettavo: non l’ho preso per solo per verificarne le eventuali qualità, ma per capire come lo posizionerei rispetto agli altri vini di questa tipologia. Bene, mi è sembrato sostanzialmente uguale agli altri. Profumi, abbastanza tenui a dire la verità, di pera è forse qualche ricordo di banana. E’ un vino molto acido con la creazione di una salivazione copiosa. Insomma un vini diritto ed in piedi. Non aspettatevi la cuspide del vino, ma aspettatevi un vino come quasi tutti i pinot grigi trentini. Però, e scusate se è poco, è un vino che ti vendono intorno a 5 euri!!!!

Ho poi provato un traminer aromatico: ora io considero questo uno dei vini più difficili da trovare buoni. Fuori dalla zona vocata di produzione, cioè la zona di Termeno, è difficile trovarne di superlativi. Questo è un buon vino, ha di buono il fatto di avere dei descrittori senza dubbio chiari e pronunciati, ma soprattutto di non essere eccessivamente caricato su quelle note dolci che lo fanno diventare stucchevole alla lunga. Invece anche questo è un vino beverino e piacevole senza stancare. Vengono fuori profumi floreali, tipo arancio, qualche spezia, in un bel colore paglierino non troppo giallo. E’ sotto i 10 euri.

Ma la sorpresa è venuta  alla fine. Mi hanno proposto il San Zeno, presentato con una certa magnificenza come “il vino di punta della cantina”: debbo dire, sinceramente, che potevo aspettarmi il solito taglio bordolese di fascia media, cioè scalpitante e con i sentori erbacei dei peperoni e del cabernet franc. INVECE NO! Il millesimo 2007 che mi hanno versato era assolutamente fruttato, tannico, tosto senza impattare. Sostenuto ancora da una buona acidità, nel suo colore di vino ormai maturo, non sfigurava affatto nei miei ricordi rispetto ai tagli bordolesi trentini buoni che si bevono. Viene via a 8.90 in cantina, che è circa 5 euro meno dei suoi competitori.

Insomma questa visita alla Cantina di Aldeno conferma che quello che manca veramente ai vini di questa produzione non è la qualità, non è la piacevolezza; non manca la varietà e non mancano i descrittori. Al massimo manca un po’ di marketing. Chi è furbo, ed io modestamente in questo caso ho avuto la fortuna di esserlo, dovrebbe scegliere questi vini: sono buoni, probabilmente vincerebbero molte degustazioni alla cieca: investendo evidentemente poco in marketing, perchè onestamente non è una cantina notissima, riescono a comprimere il costo, e questo è veramente un bel colpo per il consumatore.

Insomma io sono venuto via con quella sensazione di contentezza di chi ha scoperto una -piccola, per carità- rarità e che vorrebbe condividerla con tutti. Un po’ come quando si trova un bel libro e si ha voglia di condividerlo con tutti.

Provare per credere.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

Annunci

2 commenti on “TESORINI NASCOSTI ALLA CANTINA DI ALDENO”

  1. Roberta ha detto:

    …e guarda cosa scopro… Bravo, bel lavoro! Credo che la voce del consumatore (in questo caso anche notevolmente consapevole!) sia MOLTO importante per i produttori a tutti i livelli, partendo dal viticoltore per arrivare fino all’enologo.

  2. […] delle cantine sociali è una realtà che mi piace e di cui ho scritto qualcosa, per esempio  qui e qui e qui. Perchè, mai come in questi casi, va distinta la politica della Cooperazione […]