ASPETTANDO SKYWINE

RACCOGLIENDO LE IDEE PER SKYWINE

Il prossimo fine settimana ad Ala (Trentino del Sud) c’è SKYWINE.

Ho già pubblicato un post, e vi indico nuovamente anche il sito ufficiale della manifestazione.

Siccome hanno avuto l’idea di invitarmi come relatore, sto raccogliendo le idee. Il discorso completo non l’ho ancora preparato e probabilmente dovrò anche orientarlo a seconda di come andrà la giornata, ma c’è un pensiero che mi gira in testa e che potrebbe fare da caposaldo, fondato su un fatto che mi ha sinceramente sorpreso.

Io ho sempre creduto che ci sia una forte correlazione fra il vino ed il suo prezzo. Ma questa è una cosa ovvia. Meno ovvia però diventa se si riflette sulla circostanza che sono i consumatori coloro che VERAMENTE hanno presentissima la correlazione fra il vino ed il prezzo. Infatti gli esperti, giornalisti, specialisti e altri …isti sovente degustano vino che viene loro regalato e quindi non sentono, prima di bere il vino, i caratteristici sentori di cuoio che emana il loro portafogli 🙂 quando devono estrarlo davanti alla cassa.

I consumatori base, invece conoscono benissimo il prezzo dei vini e quindi, nel dare il giudizio, spesso bilanciano tutto.

Ma, ed è questa la cosa che mi ha impressionato di più, è che ho trovato uno studio, condotto seriamente, anche se probabilmente non definitivo per l’esiguità del panel testato,  secondo cui c’è una relazione inversa fra i tipi di consumatori ed i tipi di vino assaggiato.

Nel senso che salta fuori che c’è una correlazione negativa fra i giudizi che danno gli esperti di un certo vino e i giudizi che ne danno i consumatori non esperti, come io nonostante tutto penso di essere. Cioè, detto in altre parole, non solo un inesperto non ha senso che spenda certe cifre, indicativamente sopra i 25 €, per il vino, dal momento che non riesce a percepirne la differenze con un vino da 10 €, ma oltre quella certa fascia di prezzo il vino gli piacerà DI MENO del vino da 10 €. Questo perchè la competenza che ci vuole per poter apprezzare un vino costoso è tale che gli esperti percepiscono come positive cose che gli insperti considerano al contrario negativamente.

Insomma, è la solita storia: anche di fronte a certe opere d’arte da inesperti non percepiamo niente di significativo, o di positivo, ma se invece diventiamo più competenti percepiamo sfumature, riferimenti, delicatezze che prima ci scappavano. Ed in effetti quando incontriamo un esperto di storia dell’arte càpita che questi apprezzi tantissimo un’opera d’arte che noi consideriamo invece pessima, e magari anche più brutta della stampa -di valore vile- che abbiamo a casa sopra il divano.

Cosa sarebbe la morale di questa storia? Sarebbe il fatto che non conviene fidarsi del parere degli esperti, di coloro che hanno una competenza di degustazione troppo ampia rispetto alla nostra. Perchè ci daranno consigli sbagliati. E’ meglio dunque fidarsi del parere dei bevitori dilettanti (anche se non è commendevolissimo nè elegantissimo da dire).

Se ciò abbia relazione con ciò che dicono le guide specializzate, i blogger specialisti eccetera, chissà.

Resta solo un problema: come si fa a convincere le persone della propria inesperienza quando il linguaggio e le pose di questo mondo del vino qui hanno spinto di fatto per il contrario??

Un dubbioso saluto da parte del vostro Primo Oratore.

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3 commenti on “ASPETTANDO SKYWINE”

  1. TrentVino ha detto:

    Grazie per aver cancellato il mio commento.

  2. Primo Oratore ha detto:

    A cosa ti riferisci? Finora non ho mai cancellato commenti, nemmeno quello che tu hai fatto al post dei Vignaioli sul Pordoi. Ho capito male?

  3. gian piero ha detto:

    Verissimo e anche confortato da recenti ricerche di mercato ( che posso produrre). Il Consumatore sceglie da solo (53%) e si fida del giudizio degli amici (17%). Solo il 9% si fida dei giornalisti e delle Guide e c’e’ un crescente interesse verso i Blog. Personalmente conosco moltissimi Consumatori che comprano vino regolarmente e per le bollicine si spingono a spendere 30-40 euro, che non comprano le Guide e che se leggono un recensione guardano i contenuti e non i voti che siano in centesimi, bicchieri o grappoli. Il gusto e’ questione strettamente personale ed al Consumatore non piace che qualcuno gli dica cosa deve o non deve mettersi in bocca