VINI TOSCANI MINORI

VINI PICCOLI D’ACCOMPAGNAMENTO

Ecco una piccola Toscana che mi piace. Non sempre deve andar male, no?

Ci sono andato di nuovo in Toscana. Un altro periodo di lontananza da casa, che giustifica il mancato aggiornamento del blog, mi ha fatto fare una piccola scoperta.

La Toscana è la terra dei grandi e grandissimi vini che tutti conoscono, anche se non è che se ne bevano tutti i giorni. O quantomeno per me che già bevo poco, quelli sono proprio rari anche perchè fuori dal range di prezzo della Fibess. E fuori dal mio range personale: non mi sento ancora abbastanza sicuro e preferisco non cimentarmi troppo a degustare vini che magari costano troppo per le mie capacità di degustatore.

Mi spiego con un esempio: quando si guarda un quadro lo si può apprezzare o meno. Ma se si guarda lo stesso quadro conoscendo qualcosa di storia dell’arte e in specifico di quell’autore, si apprezzeranno sottigliezze, sfumature e retroscena che un novizio non vede e trascura. E più siamo esperti più apprezzeremo -o disprezzeremo- il quadro.

Così per me, temo sempre che a degustare vini troppo importanti non sia in grado di coglierne appieno la grandezza.

Ma veniamo al dunque. Ho fatto un giro semplice in Toscana, accontentandomi della cosiddetta ospitalità povera (anche se sostengo che non mi va di dire il perchè l’ho fatto). E così anche le cene erano frugali e non ho mai scelto il vino: ma ho semplicemente bevuto il vino proposto dalla casa.

La prima volta mi è arrivato il vino della Poggiarella (Coiano): un vino fresco tendente al viola, corposo ed abbastanza armonico, non proprio ben legato ma con qualche “punta” ma, a mio dire, tutto sommato beverino e semplice. Sicuramente con del Sangiovese ma non saprei dire esattamente cosa.

La seconda volta è arrivato un vino Cingalino di Villa Pillo, che è un bordolese semplice e facile.

La terza volta un Sangiovese di Monteriggioni (non mi ricordo l’etichetta, sorry).

Sono chiaramente vini dedicati al consumo locale, lo si vede anche dai siti internet dove sono presentati con parole semplici e meramente comunicative senza stupori o quei mirabolanti proclami che fanno sempre un po’ ridere. Fatto sta che per tutti si tratta di vini ampiamente nella fascia di prezzo della Fibess, credo che possano venire via tutti a meno di 5 euri.

Ma soprattutto si sono dimostrati vini piacevoli, senza particolari pretese, nè di colore, nessuno era particolarmente brillante, ne di profumi, nè di aromi. Ma sono tutti vini che hanno accompagnato bene i piatti forti della tradizione toscana, i mitici pici con l’aglione, le pappardelle col ragù di cinghiale, e la carne in tutti i modi.

Insomma, in fondo sarebbe così facile. Ed è così piacevole, lasciatemelo dire, poter mangiare in pace senza la necessità di star a giudicare il vino, ma godendoselo come un semplice accompagnatore che non alza i decibel della propria voce di fronte alle pietanze, e che lascia che le cose siano.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

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