MI E’ CAPITATA UNA COSA

DEL RAPPORTO FRA LA COMUNICAZIONE E LA SUSCETTIBILITA’

PREMESSA (un po’ lunga ahimè)

Qualche settimana fa la FIBESS ha fatto una delle sue serate di degustazione dall’Armin Kobler.

E’ necessario precisare che la FIBESS formalmente non è mai stata costituita in associazione. Siamo un gruppo di amici con la passione della degustazione, ma nessuno di noi ha interessi diretti, se non culturali, nel mondo economico del vino. Non coltiviamo niente, non produciamo, non commercializziamo. Chiacchieriamo e basta.

Nel corso della serata uno dei commensali mi propone di scrivere un articolo sulla serata. Ma sull’Osservatorio ho già parlato tanto dei vini di Armin Kobler perchè mi piace il modo con cui l’ho scoperto casualmente e mi piacciono i suoi vini. Salta fuori l’idea di pubblicarlo sul Trentino Wine Blog, che è il più importante sito di vino trentino. Ma l’autore di quel sito è misterioso anche per me, anche se posso avere qualche idea come molti ormai penso, e per pubblicare il post si seguono dunque vie traverse.

Naturalmente su quel sito pubblico un post che contiene una riflessione, quando non una notizia, e cioè che Kobler è l’unico vignaiolo che fa un lavoro autentico sul suo sito internet. Lo tiene aggiornato personalmente, partecipa a discussioni su altri siti, lo ha connesso con twitter, facebook, eccetera, insomma fa quel che andrebbe fatto, e secondo lui ne ha un ritorno non diretto, perchè non riesce a vendere vino attraverso il sito, ed anzi dice che i suoi maggiori acquirenti sono gente che non guarda neanche internet.

Ma internet gli ha dato una fortissima visibilità che, indirettamente, gli porta vantaggi. Io non conosco personalmente nessun altro vignaiolo che ha un’idea così forte.

Ebbene, questo viene scambiato da un commentatore,  per una marchetta, e cioè si insinua che il mio articolo sarebbe uno strumento di scambio in cui Kobler ci guadagnerebbe una recensione positiva ed io … io non so cosa ci guadagnerei. Il commentatore sconosciuto ha usato il favoloso pseudonimo “Tex Willer” (peccato, rovinare così l’eroe dei fumetti).

Ecco, questa lunga premessa per dire questo:

il bello di internet è che è libero. Ciascuno può dire ciò che vuole, perfino mascherandosi dietro uno pseudonimo ingombrante. Ma in qualche cosa internet si dimostra proprio uno strumento del cazz. Perchè obbliga ad una specie di democrazia complessiva che tutto sommato mi dà fastidio. Io ho risposto a “Tex Willer” , ma ho sbagliato. Nel senso che, almeno questa cosa ho imparato, che mi piace vedere i commenti, ma sinceramente non tutti i commenti. Di certi si farebbe volentieri proprio a meno, e penso che alla fine ci si guadagnerebbe ed il mondo sarebbe più pulito.

C’è un detto secondo cui: “è meglio non discutere con gli scemi perchè dopo un po’ chi guarda non capisce la differenza” fra l’uno e l’altro. Ecco, io non considero scemo Tex Willer che è anzi un bellissimo eroe, o chi lo usa come pseudonimo,  ma considero non degni di risposta tutti coloro che commentano, ma solo quelli che dimostrano di avere testa e cuore.

Certo però che sarei ben contento se qualcuno che insinua che scriverei articoli prezzolati lo facesse presentandosi con nome e cognome così almeno posso disprezzarlo meglio e magari chiedergli conto con i dovuti modi del suo comportamento  volgare ed offensivo.

Un saluto dal vostro Primo Oratore

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