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IN SOSTEGNO A FRANCO ZILIANI – VINO AL VINO

SOLIDARIETA’ CONCRETA PER UNA BUONA CAUSA

Franco Ziliani (che personalmente non conosco) ha scritto un triste post sul suo blog.

Fa trasparire una certa stanchezza, ma anche moltissima delusione per il fatto che gli è stata recapitata da un avvocato una richiesta di RISARCIMENTO DANNI per il fatto di aver pubblicato, avendola presa da internet, una foto coperta dal diritto di autore. Come molti internauti in buona fede ritengono, anche Ziliani avrà (probabilmente) ritenuto che le foto su internet siano liberamente disponibili in quanto rese pubbliche dall’autore.

In realtà non è esattamente così, ed anzi sarebbe buona norma ottenere il consenso alla pubblicazione da parte dell’autore, ma questo è un argomento che eventualmente tratterò un’altra volta.

Ho pubblicato un commento in cui dico che, naturalmente non si può sapere come andrà la controversia, tuttavia è probabile ritenere che per come è la legge italiana, ma anche comunitaria, il fotografo potrebbe anche ottenere ragione. Poi con la Giustizia italiana non si può mai sapere, i giudici sono tanti e non tutti la pensano allo stesso modo.

Ora, le parole affettuose fanno piacere, ma si dovrebbe cercare una solidarietà più concreta e trovare un modo per far avere al dott. Ziliani una cifra simbolica affinchè lui possa più tranquillamente affrontare quello che istintivamente sembra un’ingiustizia (anche se dal punto di vista del fotografo che lavora con le foto, magari non lo è esattamente…)

Ed io ho pensato che sarebbe corretto, visto che per anni ed anni ho letto quel blog con piacere ed in forma del tutto gratuita, trovare il modo per sostenere non tanto con parole, ma versando una cifra simbolica.

Da quel poco che si capisce la causa vale qualche migliaio di euro (3.500 + IVA spese e rivalutazione eccetera).

Ora, ed è questa la ragione di questo post, mi piacerebbe che questa piccola idea diventasse virale e che ci potessero essere altre persone che, commentando sul TRISTE POST di Ziliani, manifestassero la propria adesione al sostegno.

Poi ci penserà lui a come fare eventualmente a mettere in pratica le intenzioni di disponibilità che raccoglierà.

Io purtroppo sono consapevole di non avere una platea folta di lettori rispetto ai blog che vanno per la maggiore, ma sarebbe carino vedere che qualcosa si smuove a favore di un blogger di carattere, che non sempre riesce a mettere d’accordo tutti, anzi che al contrario qualche volta divide e fa arrabbiare, ma che ci ha fatti divertire, ci ha fatto partecipare e ci ha tenuto compagnia per molti anni gratuitamente.

Non crediamo che sia ora di fargli sentire concretamente la nostra solidarietà come ringraziamento?

Qui ecco il rinvio al post di Ziliani.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.


MI E’ CAPITATA UNA COSA

DEL RAPPORTO FRA LA COMUNICAZIONE E LA SUSCETTIBILITA’

PREMESSA (un po’ lunga ahimè)

Qualche settimana fa la FIBESS ha fatto una delle sue serate di degustazione dall’Armin Kobler.

E’ necessario precisare che la FIBESS formalmente non è mai stata costituita in associazione. Siamo un gruppo di amici con la passione della degustazione, ma nessuno di noi ha interessi diretti, se non culturali, nel mondo economico del vino. Non coltiviamo niente, non produciamo, non commercializziamo. Chiacchieriamo e basta.

Nel corso della serata uno dei commensali mi propone di scrivere un articolo sulla serata. Ma sull’Osservatorio ho già parlato tanto dei vini di Armin Kobler perchè mi piace il modo con cui l’ho scoperto casualmente e mi piacciono i suoi vini. Salta fuori l’idea di pubblicarlo sul Trentino Wine Blog, che è il più importante sito di vino trentino. Ma l’autore di quel sito è misterioso anche per me, anche se posso avere qualche idea come molti ormai penso, e per pubblicare il post si seguono dunque vie traverse.

Naturalmente su quel sito pubblico un post che contiene una riflessione, quando non una notizia, e cioè che Kobler è l’unico vignaiolo che fa un lavoro autentico sul suo sito internet. Lo tiene aggiornato personalmente, partecipa a discussioni su altri siti, lo ha connesso con twitter, facebook, eccetera, insomma fa quel che andrebbe fatto, e secondo lui ne ha un ritorno non diretto, perchè non riesce a vendere vino attraverso il sito, ed anzi dice che i suoi maggiori acquirenti sono gente che non guarda neanche internet.

Ma internet gli ha dato una fortissima visibilità che, indirettamente, gli porta vantaggi. Io non conosco personalmente nessun altro vignaiolo che ha un’idea così forte.

Ebbene, questo viene scambiato da un commentatore,  per una marchetta, e cioè si insinua che il mio articolo sarebbe uno strumento di scambio in cui Kobler ci guadagnerebbe una recensione positiva ed io … io non so cosa ci guadagnerei. Il commentatore sconosciuto ha usato il favoloso pseudonimo “Tex Willer” (peccato, rovinare così l’eroe dei fumetti).

Ecco, questa lunga premessa per dire questo:

il bello di internet è che è libero. Ciascuno può dire ciò che vuole, perfino mascherandosi dietro uno pseudonimo ingombrante. Ma in qualche cosa internet si dimostra proprio uno strumento del cazz. Perchè obbliga ad una specie di democrazia complessiva che tutto sommato mi dà fastidio. Io ho risposto a “Tex Willer” , ma ho sbagliato. Nel senso che, almeno questa cosa ho imparato, che mi piace vedere i commenti, ma sinceramente non tutti i commenti. Di certi si farebbe volentieri proprio a meno, e penso che alla fine ci si guadagnerebbe ed il mondo sarebbe più pulito.

C’è un detto secondo cui: “è meglio non discutere con gli scemi perchè dopo un po’ chi guarda non capisce la differenza” fra l’uno e l’altro. Ecco, io non considero scemo Tex Willer che è anzi un bellissimo eroe, o chi lo usa come pseudonimo,  ma considero non degni di risposta tutti coloro che commentano, ma solo quelli che dimostrano di avere testa e cuore.

Certo però che sarei ben contento se qualcuno che insinua che scriverei articoli prezzolati lo facesse presentandosi con nome e cognome così almeno posso disprezzarlo meglio e magari chiedergli conto con i dovuti modi del suo comportamento  volgare ed offensivo.

Un saluto dal vostro Primo Oratore


L’AFFARONE CHE NON TI ASPETTI

DOMAINE DE LA SOLITUDE – BLANC 2008

L’anno scorso, all’ultimo giorno della mia vacanza in Provenza, sono passato al supermercato per comperare qualche vino da bere poi, in ricordo della bella vacanza, insieme con gli amici.

Come target ho scelto alcuni vini al di sotto del 10 € di prezzo, secondo le consuetudini della FIBESS.

Una bottiglia è rimasta dimenticata ed è ricomparsa l’altro ieri. Ovviamente per festeggiare la riesumazione l’ho aperta ad uno dei soliti aperitivi del pomeriggio ed ho così assaggiato un bianco spettacolare.

E’ piaciuto a tutti i miei commensali, eravamo in 6, tre donne e tre maschi. Sorprendentissimi i profumi di albicocca e di ananas molto dolce che letteralmente si sprigionavano dal bicchiere. In particolare le tre donne hanno detto un sonoro “però!” di sorpresa.

Anche in bocca veramente grande, niente affatto acido, come invece ricordavamo quasi tutti i vini bianchi francesi provenzali, ma rotondo e non impetuoso. Il vino è composto da Sauvignon 55 % e Semillon 45 %. Il Semillon è un vino che non si produce in Italia, viene utilizzato, vista la sua felice capacità di botritizzarsi, anche per il mitico Sauternes. Tuttavia pur non conoscendolo bene, debbo dire che le sue caratteristiche spiccavano grandemente sul sauvignon, che si direbbe un vitigno che lascia l’impronta, invece in questo caso praticamente manco si sentiva.

Viene prodotto nella regione viticola delle Graves Pessac-Leognan, che sta a sud di Bordeaux sulla riva sinistra del fiume  Garonna. Una regione nota in tutto il mondo per i vini rossi, i mitici bordolesi.

Però, se posso dirlo, la soddisfazione maggiore l’ho avuta oggi, cioè due giorni dopo: ho cercato su internet e salta fuori che questa è una bottiglia il cui prezzo si aggira intorno al 17 €: io l’ho pagato intorno agli 8 Euro, se non ricordo male, ma sicuramente sotto i 10, perchè quello era il target.

Eh, sono soddisfazioni bere un vino, buonissimo, che lascia a bocca aperta le signore, e pagarlo 10 euro in meno del prezzo del listino. Chissà, magari quel supermercato faceva la promozione, però un vino veramente da ricordare a un prezzo così. I Francesi ci sanno proprio fare, e noi italiani sappiamo cogliere le occasioni.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.


VECCHI VITIGNI SARDI – GRG Quartomoro di Sardegna

NON SOLO SPUMANTE

Insieme allo spumante Q (sta per Quartomoro) nella stessa occasione mi avevano regalato anche una strana bottiglia di CRG. Non voglio fare il misterioso, è che non so nemmeno io con sicurezza di cosa si tratta. Da quel poco che capisco il CRG dovrebbe essere Carignano. Ma potrebbe anche non essere, chissà.

In ogni caso è tutto strano, ma anche buono.

Le stranezze non finiscono al nome. Il vino ha un tappo corona, l’ho aperto credendo che sotto ci fosse un tappo di sughero. Invece no, c’era quella coroncina e basta.

Il vino come si vede è in una bottiglia anch’essa inusuale, piccola panciuta. Non assomiglia a nessuna bottiglia classica per il vino: basta confrontare un po’ la foto e questo link  (nella mia foto è vicino ad un’altra bottiglia, una bordolese, anch’essa desolatamente vuota ma non è che si può parlare di tutti i vini)

Dunque una vera bottiglia da marketing. Questo cantiniere qui con il marketing ci sa fare, entrambe le bottiglie sia quella dello spumante che questa colpiscono per il loro minimalismo e la pulizia. Bottiglie che non passano inosservate vicino alle altre.

Poi però bisogna assaggiare il vino. Per essere alla moda direi che è un vino un po’ all’antica, con quei sapori particolari un po’ d’antan. Però i vecchi, che i vini di una volta li bevevano davvero, ricordano una caratteristica quanto sgradita acidità volatile che a qualcuno può piacere ma che non va per la maggiore. Questo vino non è invece affetto da acidità. Solo che trae in inganno un colore non molto brillante ed anche il fatto di non essere proprio limpido.

Soccorre la retroetichetta da cui si capisce che non è filtrato (la foto è sfocata lo vedo anch’io, ma provate voi a fare una foto col telefonino ad una bottiglia dopo averla bevuta … – sopra la retroetichetta ho appoggiato il tappo corona).

Insomma, alla fine il vino è piacevole e abbastanza fine, si beve gradevolmente e non ha sfigurato con una sontuosissima grigliata di montagna.

E’ un vino che comunque non passa inosservato, nè all’occhio nè al palato.

Il tappo corona, l’etichetta e la bottiglia, il vino non filtrato, il colore strano, il nome del vino che sembra un codice fiscale. Insomma un vino un po’ misterioso, però buono.

Delle volte certi vini sembrano domande. Belle domande, però. Tutto sommato è per questo che bevo vino, per avere domande e non risposte.

Un saluto dal vostro Primo Oratore.


IMPERIAL WINES – 2

SECONDA DEGUSTAZIONE INTERNAZIONALE

Ho ricevuto questa notizia che volentieri pubblico. Chi ha interesse si metta in contatto con: info@imperialwines.org

Un saluto dal vostro Primo Oratore

 

Abbiamo il piacere di invitarti ad una nuova iniziativa organizzata da
Imperial Wines. A giugno, la prima degustazione si è limitata ad una
presentazione di alcuni prodotti degli Autentistè, il gruppo di
giovani vignaioli moravi che praticano una viticoltura attenta
all’ambiente e alle tradizioni della loro terra.

Ora abbiamo deciso di fare un passo avanti: replicando una prova di
degustazione svolta a suo tempo in forma ristretta, vogliamo proporre
a tutti gli amici interessati una degustazione “incrociata” tra vini
moravi e vini trentini e sudtirolesi, stessa varietà, per apprezzare
al meglio somiglianze e originalità, “accordi e disaccordi”.

La degustazione si svolgerà nel cortile dell’Osteria da Guido, nei
giardini di San Marco, a Trento, lunedì 23 luglio dalle ore 18.00.

Dodici i vini che verranno proposti, due per volta, in degustazione:

•    Müller Thurgau (Osicka – az. agr. Radoar)
•    Pinot grigio (Kocarik – Cesconi)
•    Sauvignon (Bogdan Trojak – Maso Cantanghel)
•    Traminer (Osicka – Eredi di Cobelli Aldo)
•    Frankovka (Ota Sevcik –  Pravis)
•    Pinot noir (Kocarik – Pisoni)

Saranno presenti tutti i produttori locali, i quali racconteranno in
prima persona il loro vino.

Gli assaggi verranno interrotti per qualche istante, durante il quale
lo chef Stefano Nicolodi preparerà un piatto caldo per tutti i
partecipanti.

Il costo di partecipazione dovrebbe essere di 20 euro.

Per questioni organizzative, ti preghiamo di mandarci una prenotazione
appena possibile, in modo da poter pianificare al meglio la serata.

Diffondi pure l’invito a tutti i tuoi amici interessati a conoscere
territori vinicoli poco esplorati, ma ricchi di sorprese e curiosità!

Sperando di averti con noi, ti auguriamo buona giornata e buon lavoro!

Tommaso, Daniele, Luca e tutto il gruppo di Imperial Wines