DEGUSTAZIONE VS. PIACERE

VIENI CHE TI DIVERTI!

Domenica scorsa  ho aperto un vino nosiola. E’ un tipo di bianco autoctono del Trentino che mi appassiona sempre di più, per le caratteristiche che ha di essere un vino dal profilo minuto. Un vino che in questo momento vado a cercare, nel mio pendolo continuo fra i vini polputi ed i vini tenui.

Si trattava in particolare della Nosiola Casimiro di Bernardino Poli.

Bernardino Poli è un vignaiolo trentino, conosciuto alla Mostra Mercato dei Vignaioli della FIVI, persona estremamente pratica che mi ha detto: dai vieni giù in cantina che assaggi qualcosa e ti diverti. Non quindi l’accento sui sentori e le proprietà del vino, ma sulla convivialità e la condivisione di un’esperienza comune gradevole.

La nosiola , e questa del Casimiro lo era, è un vino che ha un marcatore particolare di cui c’è traccia anche nel nome cioè la nocciola. Ma di solito è un’illusione mentale, perchè in fondo è un vinello acidotto, non troppo verticale, senza particolare allungo, profumato di fiori bianchi quando va bene, ma soprattutto un discreto compagno di inizio pasto. Un vino magro ed intermedio per chi non vuole altro che un accompagnamento leggero.

Tutto questo per dire che l’invito edonistico mi ha fatto piacere e mi ha fatto meditare. Questo è un vignaiolo che non l’ha giocata sulla degustazione del vino, ma sulla sua convivialità. Mi ha invitato ad assaggiare i suoi vini in cantina con l’idea che li proviamo, facciamo due chiacchiere e proviamo a divertirci un po’ col vino anzichè definirlo e giudicarlo.

In fondo, ripensandoci, non ha tutti i torti. La degustazione è un aspetto tecnico che serve per dare una valutazione “pura” ad un certo vino, ma è anche una definizione asettica: specialmente all’inizio provavo anch’io a fare le schede di degustazione. Ma quando talvolta le rileggo non capisco esattamente come era il vino. Me lo ricordo, questo si, perchè ho una memoria prodigiosa. Ma rileggendo le vecchie schede dicono tutte la stessa cosa: tannico – floreale – fruttato – frutti rossi – mirtilli – banana – litchi (per i più fighetti) – erbaceo. Rileggendo le schede fatte dagli altri è ancora peggio, non capisco niente.

Eppoi solitamente il mio vino si accompagna ai pasti; ed è difficile sentire i sentori se annusi il vino a tavola fra i fumi della polenta ed i profumi del coniglio (per dire).

Fra l’altro la degustazione fatta da esperti non sempre tiene conto del gusto, ma guarda ad altri aspetti: per esempio a come si evolverà un vino: è un dato che non mi ha mai interessato. Non sono tantissimi coloro che detengono tante bottiglie uguali in cantina e assaggiano il vino tenendo conto di come evolverà. Dunque chi se ne importa di  come un vino che ho nel bicchiere evolverà: prima di evolvere … finirà, e chissà quando e se mai berrò una bottiglia della stessa annata.

Casomai mi ricordo di com’era una bottiglia già bevuta, e quando la ritrovo, mi piace confrontarla non tanto con i sentori che avevo sentito ma con il “ricordo complessivo unitario” che ho in memoria.

La nosiola bevuta domenica, per esempio, non me la ricordo così buona come quella che mi aveva versato il Bernardino Poli alla mostra mercato dei vini. Ma se mi fossi scritto una scheda tecnica (giallo paglierino scarico, vino fluido e scarsamente alcolico -pochi archetti-, luminoso; al naso -ordinato- sentori di fiori bianchi con una nota appena percettibile di nocciola tostata e un vago ricordo di fieno; in bocca abbastanza acido, fine e di poco corpo, non molto persistente ma con un fine di bocca piacevole) sarebbe identica a quella di domenica. Invece, mi sfugge il perchè, ma erano diverse.

Mistero!

Un saluto dal vostro Primo Oratore.

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One Comment on “DEGUSTAZIONE VS. PIACERE”

  1. […] ho detto che avevo scritto un post qui sull’Osservatorio dopo quella mostra, perchè mi aveva divertito ed interessato il suo […]