LA MOSTRA UN ANNO DOPO

MOSTRA O MOSTRO?

Sono anch’io piuttosto perplesso, come il Trentino Wine Blog; leggere quel post sulla Mostra dei Vini è molto istruttivo e mi permetto di consigliarvelo.
Avevo scritto cose simili, a caldo, già l’anno scorso, e mi fa insieme piacere e dispiacere; è sempre carino vedere che qualcun altro la pensa come me, sia pure con accenti e da un’angolazione un po’ diversa. Ma mi fa dispiacere perché sinceramente speravo che qualcosa fosse cambiato in meglio, in qualche passo avanti, invece leggo gli stessi accenti scorati.
Come si sa questo è il blog del consumatore quindi non devo più di tanto affrontare le questioni della politica vinicola.
Quindi senza affrontare quell’aspetto, una cosa voglio dirla.
L’anno scorso è mancata una cosa alla quale ero abituato e che mi ha sorpreso. Hanno preso la parola molte autorità, fra cui l’Assessore ed il Direttore del Castello e del Museo del Buonconsiglio. Discorsi istituzionali e va bene.
Ma a differenza delle edizioni passate, non ha preso la parola il Gran Maestro della mia Confraternita. Associazione che, giova ricordarlo, fu fondata proprio all’uscita da una vecchia mostra dei vini del Trentino del 1958.
Ora io, nel giorno delle elezioni del nuovo Capitolo, ho fatto il discorso dell’unità ed ho sostenuto che proprio noi Confratelli, gli alfieri della cultura del vino del Trentino, non abbiamo alcuna posizione da difendere se non quella del vino, e siccome per noi è vino trentino tutto quello che viene prodotto in questa provincia, dovremmo provare, come i pontieri di una volta, a fare ogni sforzo per riunire, senza aver paura di fare la classica “bruta figura” che sempre i Trentini temono come la peste.
Riunire e far colloquiare coloro che sono lontani. L’Assessore, i vignaioli e le mega Coop.
Per farlo c’è un metodo semplice che ha insegnato Claus Gatterer: dire la verità, perché “La verità conduce gli uni verso gli altri”.
Speriamo che il GM prenda la parola questa volta, sennò ho paura che diventiamo orfani del nostro ruolo.
Al post dell’anno scorso, un commentatore ha risposto (riassumo) che se non si fa qualcosa subito poi cominciano le ferie, poi i lavori per la vendemmia, poi il lavoro in cantina poi le feste e ci si troverà a Natale senza aver fatto un bel niente.
E’ importante stavolta, visto che il libretto della Mostra è rimasto smilzo come l’anno scorso, dire qualcosa. Magari qualcosa di sinistra 🙂
Un saluto dal vostro Primo Oratore.
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9 commenti on “LA MOSTRA UN ANNO DOPO”

  1. Oddio, se continui di questo passo anzi con questi titoli ti facciamo direttore di trentino wine…

  2. Primo Oratore ha detto:

    Mah, quello dell’anno scorso era ruspante, quello di ques’anno è incongruo. Volevo marcare una continuità. Ma a fare ridere (o piangere) saranno i miei titoli o la mostra?

  3. temo, ma temo, sia la mostra. Ma non la mostra e quelli che ci sono, ma chi domani mattina in conferenza stampa racconteranno che…. tutto bene..anzi benissimo madama la marchesa… temo eh….

  4. Una domanda, caro Po: “questo è il blog del consumatore quindi non devo più di tanto affrontare le questioni della politica vinicola”. Perché pensi che il consumatore, più o meno consapevole, non debba interrogarsi sulle politiche agricole, posto che da queste discendono i prodotti, e i prezzi, con cui il consumatore deve poi fare i conti.

  5. Primo Oratore ha detto:

    La tua domanda sulla politica è comprensibile ma anche incomprensibile.
    E’ incomprensibile se prendi come scala un consumatore senza confini che compera vini di tutto il mondo e che non può sapere in nessun modo come e cosa fanno i politici sudafricani, cileni, californiani, ma anche del Beaune o della Provenza. o della Champagne che hanno consentito fino al 1999 di mettere i rifiuti solidi urbani nelle vigne!!!!! Certo potremmo metterci a farlo ma solo in teoria, perchè mancano il tempo ed i mezzi. Per dire come farebbe un consumatore cinese a sapere che la promozione del Trento(doc) viene fatta anche con soldi pubblici? E come pensi che gliene importi? Comprerà il Trento(doc) se gli arriva a tiro e gli piace.
    E’ più comprensibile la tua domanda se la riguardi per un territorio più limitato, per esempio il Trentino. Ma come consumatore ho una sola “arma” quella di comperare un vino o un certo tipo di vino -es. biologico- ed al massimo di citarlo su un blog o ai miei amici. Ma questa non è fare politica, è un impegno personale e forse un po’ sociale.
    Fare politica è intervenire nell’ambito politico o formando o iscrivendosi ad un partito e proporre tesi o contrastarne altre in maniera globale.
    Questo blog non ha questo come oggetto, ma ha gli assaggi di vino e qualche attenzione agli aspetti attinenti all’economia/marketing, ed al diritto.
    Fra l’altro molto tempo fa ho fatto attivamente politica (adesso ho smesso, salvo andare a votare) e mi ricordo che era un’altra cosa.
    Saluto, PO.

  6. ::hai ragione Po, ma io davo per scontato il mo provincialismo…e per proiezione egoica lo ho proiettato anche su di te.. .. Pardon…:)
    Poi circa la politica che si fa nei partiti, almeno in quelli di oggi, beh…qui dissento.. i partiti liquidi di questa stagione fanno altro, prevalentemente organizzano campagne elettorali, ma non si occupano più di dibattiti e di confronti di idee..difficile far politica li dentro…
    cpr

  7. Giuliano ha detto:

    Ma poi alla fine il Gran Maestro ha parlato?

  8. Primo Oratore ha detto:

    Ha parlato si, ma non ha detto nulla. Ha parlato del fatto del concorso dei vini autoctoni, ha consegnato un diploma a ciascuno dei vincitori. Nessuna parola significativa sul Vino Trentino. Peccato. Fra l’altro cose, anche sulla Mostra, ce ne sarebbero state da dire. Va a finire che dovrò dirle io.

  9. Giuliano ha detto:

    Mi sa che qui (in Trentino) nessuno parla. Vantano cariche, aspirano ad altre… ma una volta “arrivati” non parlano, anzi tagliano le gambe a quelli che lo fanno, in tutti i settori, intendiamoci. Se almeno facessero…